Luoghi dalla struggente bellezza che la natura ha eletto custodi di alcuni fra i vitigni più prestigiosi al mondo: Barolo e Barbaresco, Moscato e Arneis, Dolcetto e Barbera. Langhe, Roero e Monferrato donano agli amanti del vino molte gemme preziose, ma che sanno offrire a chiunque lo spettacolo di panorami con pochi paragoni al mondo.
Sono pochi i paesaggi vitivinicoli oggi iscritti nella lista del Patrimonio mondiale UNESCO: la zona dell’Alto Douro in Portogallo, i vigneti dell’isola vulcanica di Pico nelle Azzorre, la zona del Tokaj in Ungheria, quella di Saint Emilion in Francia e la valle del Medio Reno in Germania. Ultimo, in ordine di tempo, il paesaggio dei vigneti terrazzati situato di fronte al lago Lemano e alle Alpi, nella regione svizzera del Lavaux. Per l’Italia l’inserimento nella lista del paesaggio vitivinicolo del Piemonte meridionale sarebbe un’assoluta novità.
Tra le zone più attive nel sostenere il progetto di candidatura sicuramente figurano le Langhe e il Roero, in provincia di Cuneo, consapevoli di rappresentare nell’immaginario collettivo uno dei territori vitivinicoli di maggior fascino: lo testimonia il costante afflusso di turisti – italiani e stranieri – che, attirati dalla produzione enogastronomica del territorio, vi scoprono poi ambienti e paesaggi ancora incontaminati, difficili da incontrare altrove.
La Provincia di Cuneo ci ha affidato la consulenza e l’organizzazione delle attività necessarie per giungere al prestigioso riconoscimento: i questi ultimi anni si sono succeduti incontri istituzionali e sopralluoghi – con esiti decisamente positivi – che consentono di guardare con ottimismo al prosieguo dell’iter di candidatura.
LA TENTATIVE LIST
Il territorio delle Langhe e del Roero, insieme a quello del Monferrato, è stato inserito nella tentative list grazie alla candidatura avanzata dal Gruppo di Lavoro Interministeriale Permanente per il Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, che ha tra l’altro individuato nella Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte e nella Regione Piemonte gli enti capofila per la redazione del dossier di candidatura. La candidatura coinvolge territori delle province di Asti, Alessandria e Cuneo che, a loro volta, collaboreranno e si coordineranno con l’ente capofila per la redazione del dossier, specificatamente per la parte di lavoro che interessa il loro territorio di competenza.
A oggi si sono susseguiti diversi sopralluoghi sul territorio con i funzionari ministeriali e si sono tenuti alcuni incontri che hanno visto protagoniste le province di Cuneo, Asti e Alessandria, la Soprintendenza e tre diversi assessorati regionali (Cultura, Pianificazione territoriale e Agricoltura). I sopralluoghi hanno evidenziato che, grazie alla sua eccezionale bellezza, il paesaggio collinare vitivinicolo del territorio in esame ha buone possibilità di ottenere il prestigioso riconoscimento, a condizione che il complesso lavoro sotteso alla candidatura venga svolto in modo ineccepibile e che si attui una doverosa salvaguardia del paesaggio collinare stesso.
Occorre dire che il sito che si andrà a individuare dovrà essere rigorosamente tracciato e delimitato in modo molto particolareggiato, dovendo comprendere all’interno dei propri confini solamente le zone paesistiche che corrispondano strettamente alle caratteristiche di unicità, autenticità e integrità: non è pensabile candidare “tutte le Langhe, il Roero e il Monferrato”, ma appunto solo le zone integre e d’eccellenza.
L'ITER DI CANDIDATURA
L’inserimento di un sito nella lista dei beni riconosciuti dall’UNESCO come “Patrimonio dell’Umanità” è frutto di un iter procedurale notevolmente impegnativo. La proposta per la candidatura parte di norma dalle amministrazioni locali e deve coincidere con la volontà politica e sociale della popolazione del territorio che, attraverso i suoi rappresentanti, individua nel riconoscimento un’occasione di sviluppo locale e un incremento del prestigio del territorio.
Il passo successivo è rappresentato dalla domanda specifica da inoltrare al Gruppo di lavoro permanente per la lista del Patrimonio mondiale, struttura interministeriale cui partecipano rappresentanti del Ministero per i Beni e le Attività culturali, del Ministero degli Esteri e del Ministero dell’Ambiente. Il Gruppo di lavoro è il soggetto autorizzato a accogliere le candidature per conto dell’organismo sovrannazionale, l’UNESCO: operativo dal 1995 e istituito formalmente e in via permanente dal 1997, è incaricato di coordinare le istanze nazionali connesse con gli adempimenti derivanti dalla Convenzione.
Il Gruppo ha l’incarico di redigere la Lista propositiva (tentative list) dei beni italiani che si intende sottoporre al vaglio del Comitato per il patrimonio mondiale UNESCO. A oggi sono 71 i siti inseriti nella tentative list. Successivamente all’inserimento del sito nella tentative list, assume un’importanza decisiva la redazione del dossier di candidatura, documento di estrema rilevanza e complessità. Il dossier di candidatura deve fornire al Comitato per il Patrimonio mondiale la documentazione necessaria per analizzare approfonditamente il territorio o il monumento oggetto di valutazione, al fine di raggiungere l’obiettivo dell’iscrizione nella Lista del Patrimonio mondiale.
Occorre inoltre redigere il piano di gestione, strumento obbligatorio – e di ardua stesura - che dovrà assicurare nel tempo la conservazione dei valori per i quali il bene viene identificato e iscritto, “definendo, in modo particolare, modelli di governo del territorio in grado di coniugare tutela e sviluppo socio-economico”.
Ogni anno il Gruppo di lavoro ministeriale individua nella tentative list un solo sito e lo propone al Comitato per il Patrimonio mondiale che ha il compito di esaminarlo ed eventualmente selezionarlo. L’ultimo passo verso il riconoscimento è, quindi, la decisione da parte dell’UNESCO di inserire un sito nella Lista del Patrimonio mondiale, decisione che viene presa in occasione delle riunioni annuali dell’organismo. Ogni anno, a seguito di accordi internazionali, l’UNESCO accoglie da tutto il mondo 30 nuovi siti, in particolare da paesi che non hanno ancora avuto alcuna iscrizione.
IL PIANO DI GESTIONE
L’ultima attività prevista per completare l’iter di candidatura è la redazione di un Piano di gestione, strumento per garantire il rispetto degli obblighi internazionali assunti all'atto dell'iscrizione. Le finalità del Piano di Gestione sono di garantire nel tempo l’integrità del sito e garantire la tutela e la conservazione dei motivi di eccezionalità che hanno consentito il riconoscimento del bene.
Il PdG si compone di cinque elementi fondamentali:
1. Iscrizione e significato universale del sito: descrizione dei motivi che consentono di iscrivere il sito nella lista dei beni patrimonio dell’umanità
2. Insieme informativo del sito: descrizione di tutte le caratteristiche (beni culturali, archeologici, produzioni tipiche, paesaggio, artigianato, ecc.)
3. Tutela e conservazione del sito: gli strumenti legislativi e urbanistici che contribuiscono a tutelare il sito e gli interventi da fare per mantenere il sito nelle sue caratteristiche di eccezionalità
4. Progetti strategici: insieme delle azioni e strategie per sviluppare dal punto di vista culturale ed economico del territorio
5. Controllo e monitoraggio: costituire un sistema di indicatori che controllino continuamente gli obiettivi raggiunti – o il mancato raggiungimento degli stessi – in modo tale da tenere sotto controllo la gestione complessiva del progetto.
I COMMENTI
«Le Langhe e il Roero – sottolinea il Presidente della Provincia Raffaele Costa, il primo a proporre le colline albesi come Patrimonio dell'umanità - sono un esempio di come l'ambiente naturale e il lavoro dell'uomo possano convivere, con esiti straordinari».
Uno straordinario esempio di rispetto e simbiosi tra uomo e natura, che il riconoscimento dell’Unesco tutelerebbe in maniera rigorosa: «Abbiamo avuto numerosi contatti con il ministero per i Beni culturali e i vari funzionari competenti – sono ancora le parole del Presidente Costa - e la strada sembra ormai aperta. La posta in gioco è così alta che ne vale davvero la pena: l'Unesco è l'organizzazione più prestigiosa nel campo della Cultura e della tutela del paesaggio a livello mondiale, poter essere inseriti nel loro elenco è un'occasione formidabile».
“Marchio” Unesco come volano per l’intera economia del turismo: ne è convinto Fausto Perletto, Presidente dell'Ente turismo Alba Bra Langhe Roero: «Se e quando arriverà, questo importante riconoscimento consentirà al nostro territorio di aprirsi al turismo internazionale con ancora maggiore autorevolezza. Sarà anche l’occasione per creare una mentalità virtuosa tra gli amministratori che in futuro dovranno mantenere uno standard elevato nella conservazione e gestione dell'ambiente e delle sue ricchezze».
Un iter, quello della candidatura a Patrimonio UNESCO, comunque difficile e lungo: alla presentazione ufficiale, tenutasi ad Alba nell’ottobre 2007, gli organizzatori mostrarono ai cittadini ogni aspetto della candidatura, invitando Manuel Roberto Guido (Ufficio Lista del Patrimonio Unesco - Ministero per i Beni Culturali) a esporre le sue considerazioni sulle possibilità di successo della candidatura, sui punti di forza e di debolezza del paesaggio vitivinicolo piemontese: «Una volta ottenuto il “marchio” dell’Unesco – avvisava Guido nell’occasione – bisogna continuare a meritarselo: esiste il cosiddetto monitoraggio delle criticità che può portare i siti a essere inseriti nella lista dei beni in pericolo, fino a vedersi estromessi dall’esclusivo club dei siti patrimonio dell’umanità».
Ad Alba l’impegno e il sostegno da parte della Regione Piemonte era stato confermato da Mauro Giudice, dirigente del settore urbanistica: «La Regione sostiene la candidatura e lavorerà per definire il piano paesistico che, come previsto dalla normativa vigente, verrà concordato con gli Enti locali e consentirà di tutelare l’ambiente collinare del territorio e contemporaneamente garantire lo sviluppo economico attraverso le azioni previste dai piani di perequazione».
«L’inserimento tra i siti “Patrimonio mondiale Unesco” – secondo Daniele Manzone di Ideazione, la società incaricata dalla Provincia di Cuneo di seguire l’iter di candidatura – rappresenta una grande opportunità per il nostro territorio: in termini di riconoscimento istituzionale del suo valore non solo paesistico, ma anche in termini di visibilità mondiale e di ricaduta economica indiretta grazie all’aumento dei flussi turistici.
Ottimismo da parte di Mario Turetta, Direttore del Dipartimento per i Beni culturali e paesaggistici del Piemonte, che tuttavia chiedeva, in una lettera inviata in occasione della presentazione, una costante attenzione alla tutela del territorio: «Gli studi di analisi, le ispezioni e i sopralluoghi finora condotti hanno appurato in alcune parti del territorio la presenza di situazioni critiche che, se non arginate tempestivamente, potrebbero compromettere il paesaggio e pregiudicare l’intero iter di candidatura».

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