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Museo di Palazzo Crova
Il Comune di Nizza Monferrato ha richiesto la nostra consulenza per individuare i contenuti museali e gli elementi costitutivi della collezione, oltre che per sviluppare le ipotesi di valorizzazione scenografica. |
Due anni di lavoro – da settembre 2007 a dicembre 2008 – per portare a termine un progetto ambizioso, ma capace di donare a Nizza Monferrato e al Piemonte un museo di grande intensità, in grado di fare da “motore culturale” per l’intera regione e non solo: è l’obiettivo del Comune di Nizza Monferrato, che ha destinato il suo prezioso Palazzo Crova di Vaglio a ospitare un museo chiamato a diventare uno degli esempi di riferimento per progetti legati alla cultura enogastronomica.
L’allestimento è pensato per allontanarsi dalla concezione ottocentesca del museo come luogo di conservazione di memorabilia, per legarlo a una concezione originale e innovativa, che stimoli il coinvolgimento emotivo e intellettuale del pubblico. Un museo che si rivolge alla mente e al cuore dei visitatori, coniugando il rigore scientifico a un aspetto più “ludico”: se da una parte si insiste sulla funzione di luogo di studio e ricerca – Palazzo Crova custodisce un importante archivio per studiosi, esperti di enogastronomia, studenti e insegnanti – dall’altra i nuovi linguaggi e gli strumenti di comunicazione impiegati danno vita a una struttura coinvolgente e multidisciplinare.
NIZZA MONFERRATO E IL QUADRILATERO DEL GUSTO
Compresa tra i fiumi Bormida e Tanaro, al centro di quello straordinario “quadrilatero del gusto” costituito da Asti, Alessandria, Acqui Terme e Santo Stefano Belbo, Nizza Monferrato è il cuore enogastronomico della più estesa area del Monferrato, scrigno di prodotti tipici d’assoluta eccellenza: non poteva essere scelto luogo migliore e uno dei palazzi storici più affascinanti della città – Palazzo Crova – per insediare un museo dedicato al "gusto" del Moferrato che sapesse celebrare il grande patrimonio enogastronomico del Monferrato.
La città, patria di alcuni prodotti dell’eccellenza gastronomica del Piemonte – basti ricordare il vino Barbera, ma anche quel cardo “gobbo” che Slow Food ha deciso di tutelare con uno dei suoi presidi – con il Museo punta a diventare il “motore” culturale del Monferrato. Un museo, quello di Nizza, ideato per colpire con il suo forte impatto scenografico, per l’utilizzo delle nuovo tecnologie in maniera efficace e mai invasiva, decisivo per le ambizioni di sviluppo turistico del territorio.
IL PALAZZO CROVA DI VAGLIO
Commissionato dal barone Luigi Crova di Vaglio, il palazzo venne progettato dall’architetto Filippo Nicolis di Robilant nel l769: la costruzione dell’edificio avvenne tra il l774 e il l775. Di proprietà comunale dagli anni Settanta, Palazzo Crova è stato sede della Biblioteca Civica e dell’Archivio Storico: sotto le volte delle Cantine è allestita l’Enoteca “La Signora in Rosso”, sede della Condotta Slow Food delle Colline Nicesi, nonché del Presidio Slow Food del cardo gobbo di Nizza e dell’Associazione “Produttori del Nizza - Barbera d’Asti”.
Il Palazzo dei Crova di Vaglio articola i propri spazi in una forma a U, alquanto usuale negli edifici di questo genere. L’ingresso principale conduce all’ambiente più articolato di tutto il fabbricato, il suggestivo atrio di forma trilobata. Al primo piano si trova un avvicendamento di ambienti tra i quali spicca, per dimensione e importanza, il salone centrale: nel suo progetto datato 1769, Nicolis di Robilant lo intese come snodo tra gli ambienti creati nella nuova fabbrica settecentesca e la parte antica quattrocentesca affacciata su via Corsi. A differenza del salone, la Sala di passaggio e Sala d’angolo – che presenta all’interno del camino la data 1775 – hanno mantenuto dell’originario aspetto settecentesco soltanto la decorazione a stucco nelle volte e un modulo decorativo in corrispondenza del lampadario.
TRE FASI PER UN MUSEO UNICO NEL SUO GENERE
Il progetto prevede un investimento complessivo di poco meno di un milione di euro, finanziato in parte dal Docup 2000/2006 della Regione Piemonte. La realizzazione del Museo è stata suddivisa in tre fasi: la prima fase (maggio ’07 – marzo ’08) porterà alla costituzione di tre sale, del giardino e dell’ingresso, la seconda (settembre ’07 – settembre ’08) si concluderà con la realizzazione di altre cinque sale, mentre una terza fase (gennaio ’08 – dicembre ’08) completerà l’allestimento del giardino e dell’enoteca.
L'amministrazione comunale di Nizza si è affidata, per l'elaborazione del progetto, a un pool di professionisti che comprende, oltre a Ideazione per il coordinamento generale e la cura del progetto museografico, lo Studio Navone Associati di Milano per l’art direction e il progetto comunicativo e l’architetto Marina Gariboldi di Torino per il progetto di allestimento.
IL GUSTO DI UN TERRITORIO
Il Museo di Palazzo Crova sarà una finestra aperta su una rigogliosa tradizione enogastronomica, resa celebre da alcuni prodotti d’eccellenza – dal cardo “gobbo” al Barbera, solo per citare quelli più caratteristici – legati indissolubilmente alla storia dell’intero territorio. La prima fase di realizzazione condurrà alla realizzazione di tre sale, dedicate alla cucina, al vino e ai “patriarchi” del patrimonio enogastronomico del territorio.
PRODOTTI E VOCI DEL TERRITORIO
Il percorso di visita si snoda attraverso un continuo richiamo tra prodotti e territorio, ricette e personaggi, cultura e leggenda. Una “filosofia” allestitiva che accoglie i visitatori già nella prima sala del Museo, realizzata attorno a un grande un tavolo, schermo di proiezione per una serie di audiovisivi con le “voci” del territorio, chiamate a guidare il visitatore alla scoperta di pietanze e prodotti. Anche nell’ambiente successivo si rincorrono gusto e cultura: nella cucina allestita nella sala, su appositi leggii o scaffali ecco trattati “storici” a tema culinario e ricettari che il visitatore può sfogliare e osservare.
IL LAVORO DEL VINO
Nella seconda sala entrano in scena i tre prestigiosi vini del territorio, tanto rappresentativi da aver dato il nome ad altrettante Enoteche regionali: la Barbera, il Moscato e il Brachetto d’Acqui. Qui il racconto del Museo si nutre della memoria del lavoro in vigna, con curiosità e racconti della vendemmia, e al tempo stesso blandisce i sensi del visitatore invitandolo alla degustazione: attraverso un gioco di sfasamento dei piani percettivi – bottiglie-auricolari e boccette di diversi colori e fragranze – viene iniziato all’esame sensoriale per il giudizio di un vino, esperienza che potrà poi proseguire nelle cantine del palazzo.
I PATRIARCHI
Nella terza sala ancora la storia protagonista, narrata attraverso un elemento allestitivo molto suggestivo: sfruttando la presenza di un grande camino sulla parete prospiciente all’ingresso, ecco una vera e propria “quadreria” dove troveranno spazio i “patriarchi” del vino – Bologna, Gancia, Bersano, Bocchino.
I PRODOTTI
Cardo “gobbo”, carni di razza Fassone e insaccati, la robiola di Roccaverano e la mostarda: nella terza sala del Museo saranno fotografie, immagini, ricostruzioni e installazioni a presentare i più celebri prodotti agroalimentari del territorio. Gli stessi prodotti sono poi evocati per associazione di idee: dalla terra che li accoglie allo strumento che li coglie, fino alla figura del “professionista” che ne rende possibile la produzione.
IL MONFERRATO LEGGENDARIO E QUELLO VIRTUALE
Il progetto prevede una seconda fase, nel corso della quale verranno celebrati la famiglia Crova e l’omonimo Palazzo sede del Museo, il territorio e la sua leggendaria nascita. Il percorso del visitatore si aprirà nell’ingresso prospiciente l’ascensore, dove troverà spazio un breve approfondimento dedicato all’illustrazione architettonico-artistica del Palazzo di pregio in cui il Museo si situa e alla storia della famiglia da cui esso prende il nome. Sempre nella seconda fase verranno realizzate altre due sale, dedicate al territorio.
Nella prima verrà narrata la leggenda di Aleramo, in cui si racconta della nascita del Monferrato “storico”: mentre la voce narrante ricostruisce la vicenda, una carrellata di immagini del territorio ripercorrono idealmente la cavalcata dell’epico cavaliere, per poi focalizzare l’attenzione sulle motivazioni che hanno portato a individuare il “quadrilatero del gusto”, cuore enogastronomico della più estesa area del Monferrato.
Nella seconda un’enorme mappa geografica, proiettata sul pavimento e sulle pareti, avvolge il visitatore e lo pone virtualmente al centro del Monferrato, invitandolo a scoprirne scorci, culture e curiosità: il visitatore diventa attore virtuale all’interno dell’allestimento, attiva gli hot point proiettati sul pavimento e sulle pareti, usa il puntatore di un navigatore satellitare per esplorare i link.
IL PIACERE (DELL’APPROFONDIMENTO)
Il percorso museale prosegue ricongiungendosi con le sale realizzate nel primo lotto dei lavori: si prosegue con l’approfondimento di altri prodotti d’eccellenza – dalla nocciola all’l’amaretto – per terminare con la Sala Cirio, dedicata all’illustre Francesco, fondatore dell’omonima industria alimentare.
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