Crowdfunding per i beni culturali

“Non so per chi votare”. Quante volte abbiamo sentito, da quando è iniziata l’ultima campagna elettorale, questa frase pronunciata da amici e colleghi, giornalisti e opinion leader? Molto più raro è invece sentire l’affermazione “Non so per cosa votare”. Su quello abbiamo le idee molto più chiare e la voglia di esprimere le nostre preferenze c’è tutta. Lo dimostra la partecipazione attiva e diffusa a progetti quali le “Primarie della Cultura”, promosse dal Fai, o le “agri-poll”, indette da Le città del vino.

 Al grido di “Se non puoi scegliere il candidato, scegli le sue idee” il Fai si è fatto promotore di un’iniziativa di democrazia partecipativa ideata dai giovani dell’associazione: dare la possibilità a chiunque di votare, attraverso il sito, le priorità da indicare al prossimo governo su cultura, paesaggio e ambiente. Già dopo sole 48 ore le votazioni erano arrivate a 20.000. Alla chiusura delle “consultazioni” è stata raggiunta la quota di oltre 100 mila votanti.

Nella convinzione che “con la cultura si mangia” la percentuale più alta dei votanti (17,5%) si è espressa in favore dell’aumento degli stanziamenti pubblici (che dovrebbero essere almeno pari all’1% del totale) al mantenimento del patrimonio storico e artistico ed alle attività culturali, in linea con quanto avviene nei maggiori paesi europei, per favorire il conseguente turismo culturale che ne deriva.

Se, come è ovvio, è nostra speranza che il futuro governo accolga le richieste espresse dai cittadini e promuova un decreto in tal senso noi abbiamo l’ambizione di spingerci oltre.

Sappiamo tutti che l’1% della spesa pubblica non è sufficiente per restaurare, mantenere, rilanciare e promuovere l’immenso patrimonio artistico e culturale italiano. Sappiamo, poi, che le ricadute positive derivanti dalla valorizzazione dei beni pubblici sono tangibili per tutti, imprese, commercianti e privati cittadini. Perché allora non agire, ognuno con le proprie possibilità, per partecipare direttamente alla valorizzazione? Se le imprese hanno dalla loro la possibilità di finanziare, attraverso erogazioni e sponsorizzazioni, iniziative culturali anche i cittadini possono contribuire, con le loro risorse, a rilanciare un bene del loro territorio.

Come? Una possibilità è rappresentata dal crowdfunding, ovvero letteralmente “finanziamento da parte delle masse”. Lo sanno bene in Francia dove il Ministero della Cultura e della Comunicazione ha invitato i cittadini a partecipare al restauro di quattro beni pubblici. Mancano ancora tre mesi allo scadere del tempo ma già ora, per la cupola del Pantheon, sono stati donati oltre 55.000 euro.E pensare che l’obiettivo iniziale era 5.000 euro!

I cittadini mecenati, che possono donare anche un euro simbolico, in cambio riceveranno un certificato a fine lavori e le foto con i loro nomi saranno esposte sul sito durante il restauro. Se in Italia si dovesse avviare un’iniziativa simile, cosa sareste disposti a finanziare?