Pro Bono Tua è un’iniziativa attraverso la quale stiano mettendo la nostra esperienza nella consulenza per le organizzazioni del terzo settore a disposizione di tredici enti del terzo settore in un processo di trasformazione consapevole che riguarda sia il modo in cui operano internamente, sia il loro ruolo nei contesti in cui agiscono. Il tutto in uno spazio fondato sul confronto e sull’apprendimento reciproco.
Il primo momento di confronto ha permesso alle tredici realtà del terzo settore selezionate per Pro Bono Tua di iniziare a lavorare sul significato di cambiamento e sul tema della visione strategica delle organizzazioni, cercando di comprendere come leggere e analizzare il presente per immaginare in modo più consapevole il possibile futuro delle diverse realtà.
Per guidare il lavoro abbiamo fatto ricorso ad una versione semplificata del modello Dinamica che abbiamo sviluppato come strumento di supporto alla autoanalisi organizzativa delle organizzazioni. Il modello è un utile alleato per leggere in modo più strutturato il funzionamento della propria organizzazione, individuare punti di forza e aree critiche, far emergere bisogni, risorse e potenzialità spesso implicite e, infine, avviare riflessioni condivise utili a orientare scelte e traiettorie future.
Con il secondo laboratorio il percorso è entrato nel vivo: individuate le traiettorie da seguire per il cambiamento desiderato, il passo successivo è stato quello di mettere in campo gli strumenti utili per perseguirlo. Un ruolo centrale nel nostro modello è rivestito dalla Theory of Change, un approccio che aiuta a rendere esplicita la logica di cambiamento che orienta il lavoro di progettazione di un’organizzazione.
Si tratta di un processo rigoroso e partecipativo attraverso il quale un’organizzazione può pianificare progetti e attività, articolando obiettivi nel lungo termine e identificando le condizioni necessarie a raggiungerle. Attraverso un processo di backward mapping, siamo partiti dagli impatti che ciascun ente desidera generare per ricostruire, a ritroso, i risultati, gli esiti, le attività e le risorse necessarie per renderli possibili.
A settembre il terzo laboratorio servirà a interrogarsi su come trasformare una visione strategica in un racconto capace di coinvolgere persone, partner e comunità. Perché il cambiamento non è solo qualcosa da progettare: è anche qualcosa da condividere e costruire insieme agli altri.