L’Unione di Comuni Alta Marmilla, che aggrega 19 municipalità della Provincia di Oristano, ha promosso un’iniziativa che, superando la frammentazione dei singoli presidi territoriali, sappia rispondere a una sfida cruciale che accomuna molte aree interne della Sardegna – e non solo: contrastare il progressivo spopolamento demografico ed economico valorizzando il patrimonio culturale locale e rafforzando il senso di identità della popolazione e la sua capacità di attrazione.
Per tradurre questa visione in un piano d’azione condiviso, l’Unione si è affidata alla rete Dinamica, che ha guidato un percorso collettivo di ascolto, facilitazione e co-progettazione. Attraverso il coinvolgimento diretto di cittadini, amministrazioni locali e associazioni culturali, il lavoro ha integrato metodologie partecipative, mappatura dei bisogni e definizione dell’identità visiva e comunicativa del processo.
L’intervento, avviato a novembre 2025 e che si inserisce all’interno della Strategia Nazionale Aree Interne (SNAI), si è concretizzato il tre fasi principali:
L’esito della mappatura e del percorso di ascolto e analisi, condotto nei primi mesi del 2026, ha portato alla scelta di far convergere l’intero ecosistema territoriale in un unico strumento operativo. Per evitare la frammentazione e valorizzare le forti interconnessioni tra i soggetti e le risorse culturali del territorio, è stato realizzato un piano integrato e operativo capace di mettere a sistema le diverse anime dell’Alta Marmilla.
Il Piano non si configura come una semplice somma di interventi, ma come uno strumento strategico, un quadro di attivazione e una piattaforma di coordinamento per futuri investimenti. Il Piano si articola in tre traiettorie strategiche interdipendenti: attivazione e capacity building, valorizzazione delle esperienze, governance e sostenibilità.
Questa traiettoria punta a rafforzare le capacità degli attori locali per consentire loro di lavorare in rete e progettare in modo continuativo e sostenibile. L’obiettivo è di ampliare la partecipazione attiva delle comunità e delle giovani generazioni e innalzare le competenze tecniche, organizzative e gestionali degli operatori. Due i prototipi identificati per raggiungere questi obiettivi: Officina Giovani Marmilla (un percorso breve di attivazione, formazione pratica e micro-iniziative sul territorio) e lo Spazio Giovani (uno spazio del territorio affidato a un gruppo di giovani attivatori formati, da gestire in autonomia con la supervisione di un tutor).
L’obiettivo è superare la frammentazione dei singoli Comuni costruendo itinerari, narrazioni territoriali ed esperienze integrate tra patrimonio, paesaggio e produzione culturale. Lo strumento cardine sarà una piattaforma digitale che, superando la frammentazione comunicativa, centralizza l’offerta in un palinsesto condiviso. Per garantirne l’efficacia, la creazione della piattaforma sarà affiancata da un percorso di formazione e affiancamento digitale per i “contributor” locali, oltre che da campagne di promozione mirata (online/offline) e monitoraggio.
Il Piano individua nella continuità gestionale e nel coordinamento i fattori chiave per la sostenibilità futura: cruciale sarà il passaggio a una governance collaborativa, strutturata e incentrata sulle persone e sulle relazioni.

Presentato a fine aprile, il Piano offre al territorio una vera e propria mappa strategica ed evolutiva, pensata per muoversi contemporaneamente e in modo sinergico su tre fronti cruciali: il rafforzamento delle competenze locali e delle reti comunitarie, la costruzione di un sistema integrato e digitale di valorizzazione e l’attivazione di un modello di governance stabile, collaborativo e resiliente.
Il successo di questa visione dipenderà interamente dalla determinazione con cui le comunità e le amministrazioni sapranno affrontare le fasi successive. Il passaggio cruciale del prossimo futuro richiede infatti di tradurre la teoria in pratica attraverso tre direttrici operative sul campo:
Presentarsi come un unico grande organismo culturale, e non più come diciannove frammenti municipali isolati, permetterà di intercettare le risorse necessarie a garantire la sostenibilità economica e l’autonomia del progetto nel lungo periodo.