Uno sviluppo graduale, basato sull’attivazione di iniziative pilota, prototipi e prime sperimentazioni, per verificare l’effettiva capacità di generare valore per il territorio.

Il piano operativo

Savona
Palazzo delle Azzarie
3 aprile 2026

Dalla pianificazione alla progettazione

Sulla scorta dello studio di prefattibilità – e nella prospettiva dell’importante ricorrenza storica del cinquecentenario dell’apparizione mariana (1536-2036) – a marzo 2026 abbiamo presentato “Nuovi futuri per il Santuario di Savona”, un documento che trasforma le ipotesi in progetti concreti, con spunti operativi per passare dalla fase di pianificazione strategica alla progettazione operativa.

Attraverso un approccio di tipo lean – progressivo e capace di combinare visione strategica e sperimentazione operativa – il piano “Santuario 2036” prevede uno sviluppo graduale, basato sull’attivazione di iniziative pilota, prototipi e prime sperimentazioni, per testare il funzionamento delle diverse progettualità e verificare l’effettiva capacità di generare valore per il territorio.

Quattro i “pilastri” su cui poter fondare la rinascita e la valorizzazione del sistema-Santuario: quattro progetti complementari, pensati come elementi di un unico ecosistema territoriale capace di generare relazioni tra funzioni diverse e pubblici differenti. La presenza simultanea di turismo lento, welfare territoriale, iniziative culturali e attività educative permette infatti di costruire un modello di sviluppo equilibrato, in cui i flussi di visitatori si integrano con la vita quotidiana della comunità residente e con le attività sociali già presenti nel territorio.

I quattro pilastri della rigenerazione

01. Destinazione Santuario: Strategia Turistica

Si tratta di una strategia turistica pensata per rendere il Santuario in una meta d’elezione per il turismo lento, integrando azioni per intercettare tre flussi complementari (rilancio dei pellegrinaggi organizzati per il mercato senior, valorizzazione della rete sentieristica, posizionamento del borgo come hub di collegamento per itinerari di lunga percorrenza. Il piano prevede investimenti mirati in destination management per gestire l’equilibrio tra questi flussi e le necessità dei residenti.

02. Palazzo delle Azzarie: Centro Culturale e Sociale

Il Palazzo delle Azzarie è individuato come l’edificio chiave per la produzione culturale. Non sarà solo un contenitore di eventi, ma un presidio attivo attraverso servizi di prossimità e laboratori dedicati a giovani e famiglie per bilanciare la demografia del quartiere. La gestione sarà affidata tramite meccanismi di co-progettazione con il Terzo Settore, garantendo un’apertura continuativa e un forte radicamento territoriale.

03. Palazzo Pallavicini: Senior Housing Innovativo

Il piano affronta la sfida dell’invecchiamento della popolazione trasformando Palazzo Pallavicini in una struttura di Senior Housing, con un modello abitativo fondato su alloggi indipendenti ma connessi a una rete di servizi condivisi. I residenti saranno inoltre coinvolti in attività di volontariato civico (es. apertura del museo), garantendo un presidio costante della piazza. Questo intervento mira a creare un ecosistema di welfare che integri sanità (RSA), residenzialità e vita sociale.

04. Villa Governanti: Azienda Agricola Sociale

La riqualificazione di Villa Governanti completa la visione del progetto inserendo la componente produttiva e ambientale. La trasformazione in azienda agricola sociale permetterà di generare opportunità di inclusione lavorativa per soggetti fragili, preservare il patrimonio naturale e boschivo della valle del Letimbro, offrire servizi educativi legati alla sostenibilità e all’agricoltura.

Il modello di governance

La complessità dell’intervento, che integra dimensioni culturali, sociali, turistiche e imprenditoriali, rende necessario un modello di coordinamento unitario e, quindi, una struttura di governance chiara, inclusiva e capace di coordinare istituzioni, enti ecclesiastici, soggetti del terzo settore, operatori economici e comunità locale.

Al netto delle configurazioni operative proposte, in questa fase la nostra strategia si concentra sull’individuazione di forme innovative di collaborazione pubblico-privata – dai percorsi di co-progettazione con enti del terzo settore a partnership operative con soggetti culturali, turistici ed economici – con l’obiettivo non secondario costituire una base di apprendimento utile per futuri interventi di rigenerazione di altri beni del territorio, applicando logiche analoghe di collaborazione per la valorizzazione di ulteriori spazi.

Da qui in avanti i tre enti sono chiamati ad approfondire la proposta e predisporre il business plan. “Lo studio rappresenta uno strumento prezioso per ripensare il futuro del Santuario perfettamente in linea con la strategia che ha definito il Santuario – ha dichiarato alla stampa il Sindaco di Savona, Marco Russo – non solo come luogo di culto, ma come cuore pulsante di un progetto di sviluppo culturale, sociale e turistico che guarda al benessere della nostra comunità e alla valorizzazione delle nostre radici”.