Cosa succede quando l’arte contemporanea smette di abitare solo i musei e scende nelle strade, nei parchi e sui sentieri di un borgo alpino? Accade che si trasforma in uno strumento potente di innovazione sociale e relazione.
Con la restituzione pubblica delle opere, si è concluso ufficialmente RES(T)ART, il ciclo di residenze d’artista nato all’interno del progetto “Fobello, la tradizione dell’innovazione”, finanziato dal PNRR. Noi di Ideazione, insieme ad Associazione Craft, abbiamo avuto il privilegio di curare il percorso partecipativo e di supportare gli interventi artistici, facilitando un processo di co-creazione che ha visto la comunità di Fobello protagonista attiva.
Il nostro lavoro si è concentrato sul trasformare l’intervento culturale in una pratica di comunità, accompagnando gli artisti a intrecciare i loro linguaggi con l’anima del territorio. Questo percorso ha preso forma attraverso la maglia collettiva di Paola Anzichè, un intreccio umano e tessile dove ogni cittadino è stato simultaneamente filo e tessitore, proseguendo poi con il vibrante murales di Fabio Orioli, che ha tradotto in colore l’immaginario dei bambini e la visione di Vincenzo Lancia, fino alle sculture di Massimo Ferrando che, lungo i sentieri, dialogano con il genius loci e la memoria botanica dell’abate Carestia.
Le residenze si chiudono, ma le relazioni e il senso di appartenenza riscoperti in questi mesi restano come patrimonio vivo. Per noi, questa è la vera essenza dell’innovazione sociale: abitare lo spazio pubblico per costruire, insieme, nuove visioni di futuro. «Per noi – sottolinea Carlotta Ramo, che per Ideazione ha seguito l’intero percorso – rigenerare significa proprio questo: ascoltare, accogliere e tradurre, con visioni nuove e nuovi linguaggi, la storia e l’identità di una comunità, creando spazi di immaginazione per il futuro».
Crediamo fermamente che la rigenerazione di un territorio non passi solo attraverso le infrastrutture, ma soprattutto attraverso il coinvolgimento umano e la valorizzazione della memoria collettiva. Come ha sottolineato la sindaca Anna Baingiu, «Fobello non rinnega il passato, ma guarda al futuro».