Attraverso lo studio di prefattibilità abbiamo scansionato i vari punti di forza e debolezza del “sistema” Santuario di Savona per individuare i possibili ambiti d’azione strategici.

Lo studio di prefattibilità

Savona
Palazzo delle Azzarie
2 aprile 2025

Tre ipotesi di futuro

Dalle dinamiche demografiche alla qualità della vita, dalla vita d’impresa all’andamento del mercato immobiliare, fino all’attrattività turistica, attraverso lo studio di prefattibilità abbiamo scansionato i vari punti di forza e debolezza del “sistema” Santuario, per individuare i possibili ambiti d’azione strategici, successivamente declinati in modelli di rilancio del Santuario, tramite i quali lavorare per la costruzione di uno scenario futuro condiviso.

Fondamentale, in questo senso, la fase di ascolto attivo, momento cruciale per capire il divario tra il potenziale del borgo e la realtà vissuta dai cittadini. L’analisi si è articolata tra le evidenze emerse dalle interviste in profondità (livello qualitativo) e quelle dei focus group (livello partecipativo).

Tre scenari complementari

Ne sono emerse alcune soluzioni promettenti, con tre “scenari” che non si escludono a vicenda, ma che devono convergere in un’unica strategia.

Rilancio in chiave outdoor

L’obiettivo è trasformare la Valle del Letimbro in una destinazione per il turismo attivo per appassionati di trekking, trail running e, soprattutto, e-bike, grazie tra le altre soluzioni alla creazione di un “Bike Hub” con servizi di noleggio e officina, la manutenzione dei sentieri (es. Sentiero dei Papi) e loro digitalizzazione su piattaforme condivise. Il “modello” Finale Ligure (FOR), dove l’outdoor ha destagionalizzato il turismo, è il riferimento imprescindibile.

Il “modello” Finale Ligure è il riferimento imprescindibile.
Welfare intergenerazionale e innovativo

Per combattere lo spopolamento e l’invecchiamento della frazione, la seconda proposta individua alcune soluzioni: il Co-Cult-Housing per alloggi condivisi dove giovani (studenti, artisti, giovani lavoratori) e anziani possano convivere, scambiando competenze e tempo, la rigenerazione degli ex Ospizi, trasformando i volumi vuoti di Palazzo Pallavicini o delle Azzarie in residenze che non siano solo “dormitori”, ma spazi vivi di relazione, fino al potenziamento della mensa scolastica (già finanziata dal PNRR) come centro di aggregazione per la comunità.

Trasfornare i volumi vuoti di Palazzo Pallavicini o delle Azzarie in residenze che non siano solo “dormitori”.
Nuovo Polo museale e culturale

La soluzione punta a rendere il patrimonio artistico un asset economico costante: dalla piena integrazione del Museo del Tesoro e della Basilica nel circuito museale di Savona con biglietto unico, passando per l’apertura dei depositi per superare la funzione meramente conservativa in favore dell’esposizione delle collezioni tessili e degli ex-voto, rendendo il museo “vivo” e visitabile senza prenotazione obbligatoria, fino all’utilizzo del sagrato e della piazza per rassegne di rilievo nazionale, uscendo dalla dimensione puramente locale.

Dalla funzione meramente conservativa all’esposizione delle collezioni.

Il piano operativo

Lo studio conferma e rafforza quanto già previsto dal patto istituzionale tra Comune di Savona, Diocesi e Opere Sociali del 2020: la volontà dei tre enti di lavorare insieme per il rilancio del borgo trova concretezza nella proposta di costituire una Fondazione di Partecipazione che riunisca i principali soggetti istituzionali coinvolti – Comune di Savona, Opere Sociali e Diocesi – con la funzione di guida strategica e coordinamento.

Nei prossimi mesi saremo impegnati nella redazione di un piano operativo che, forte delle evidenze emerse da questo studio, trasformerà le ipotesi in progetti concreti, con spunti operativi per passare dalla fase di pianificazione strategica alla progettazione operativa.