Per i 30 anni di Ideazione, una giornata di ispirazione e confronto per rispondere a una domanda: “Come si governa
oggi il cambiamento dei territori e delle comunità che li abitano”?

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I nostri primi
trent’anni.

Nel 2026 festeggiamo trent’anni di attività. E abbiamo deciso di “regalarci” una giornata dedicata alle idee che ci hanno accompagnati fino a qui. Ma non sarà semplicemente una celebrazione – anche se, sì: ci sarebbero molti traguardi da festeggiare.

Quello che faremo sarà confrontarci con esperti e professionisti su come i temi dello sviluppo turistico, dell’innovazione culturale e delle filiere agroalimentari sono cambiati nel corso degli anni.

I nostri prossimi
trent’anni.

Sarà l’occasione per interrogarci, anche, sul futuro di questi settori. Già, perché oggi siamo in una fase nuova, con dimensioni economiche, sociali e culturali sempre più interconnesse.

E allora i processi di cambiamento non possono più essere interpretati solo con modelli lineari o con letture semplificate. Proveremo allora, tutti insieme, a offrire le possibili chiavi di lettura utili a interpretare la complessità, usando la creatività come metodo per risolverla.

Il cambiamento,
qui e ora.

Non possiamo più leggere e affrontare i processi di sviluppo attraverso modelli lineari: abbiamo bisogno di chiavi di lettura più fini, di nuove forme di collaborazione e strumenti capaci di reggere sistemi articolati.

Ma, allora, come si governa, oggi, il cambiamento di territori e comunità? Per rispondere ricorreremo a tre termini, tre approcci che si articolano nel modello che da trent’anni applichiamo nei nostri progetti.

Complessità

La complessità non come un problema da risolvere o un intreccio da sciogliere, ma come reale condizione dei sistemi territoriali. Ogni territorio è un sistema unico e chiede approcci capaci di tenere insieme più livelli, più competenze, più prospettive.

Creatività

Non come ispirazione, ma come metodo. È la capacità progettuale di costruire connessioni nuove e risposte non convenzionali. Una competenza che si costruisce e si applica, non un talento da cui ci si aspetta il colpo risolutore.

Impatto

È il criterio che dà senso al cambiamento: ciò che consente di valutare in modo concreto gli effetti delle azioni su persone, comunità e territori, oltre il perimetro e la durata del singolo progetto.

L’ispirazione
del mattino

Il programma della mattina offre prospettive nuove sui concetti di complessità e creatività attraverso lo sguardo di chi arriva da discipline diverse. L’obiettivo non è fornire immediatamente strumenti operativi, ma costruire il quadro condiviso entro cui collocare il confronto del pomeriggio.

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Programma

9.30
Accoglienza e apertura della giornata


10.30
Enrico Ferrero
AD Ideazione

11.30
Federico Sacchi
Music teller

12.00
Elena Granata
Urbanista, docente al Politecnico di Milano e Vicepresidente della Scuola di economia civile

Enrico Ferrero

AD Ideazione

Trent’anni di lavoro a fianco di territori e organizzazioni, letti come osservatorio su come sono cambiate le domande che essi ci pongono.

Federico Sacchi

Music teller

I grandi cambiamenti attraversati dalla musica per effetto dell’innovazione, usati come caso di studio sulla creatività.

Elena Granata

Politecnico di Milano, Scuola di Economia Civile

Analisi e ricerca come strumenti per governare la complessità: prima di decidere occorre saper leggere.

Il confronto
del pomeriggio

Il pomeriggio si articola in tre “arene” parallele: non conferenze, né workshop di coprogettazione, ma spazi di confronto guidato, costruiti attorno alle esperienze reali portate da amministratori, organizzazioni e imprese e al loro modo di affrontare il cambiamento.

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Programma

13.00
Lunch e tasting delle eccellenze del territorio albese


14.30
Apertura delle arene

17.00
Restituzione in plenaria: una lettura trasversale delle tre stanze

Arena 1

Svolte necessarie

Rimettersi in moto, perché restare fermi non è un’opzione.

Per molte aree interne, periferie urbane e altri contesti marginali il cambiamento non è una scelta: è l’unica via praticabile per avere un futuro. E funziona solo lavorando su più componenti e mantenendo stabile la rotta. Solo così territori e comunità hanno saputo costruire da soli la propria rilevanza, anche quando nessuno se lo aspettava.

Arena 2

Legami solidi

Mantenere viva una rete quando termina il finanziamento.

Costruire una rete è la parte facile. I problemi cominciano quando il finanziamento che la sosteneva arriva a termine e nessuno si sente più obbligato a collaborare: che cosa tiene insieme un’alleanza quando l’obbligo si esaurisce, con quali strumenti, a quale costo e a carico di chi?

Arena 3

Manovre audaci

Resistere, anticipare, adattarsi senza perdere la propria rotta.

Come trasformare una crisi in opportunità: la pianificazione come processo dinamico e non come esercizio di previsione. Chi ha visto arrivare il cambiamento, chi ha risposto ricostruendosi, chi si è semplicemente adattato a un’emergenza e chi invece ne ha ottenuto qualcosa.