Il turismo rigenerativo descrive un percorso in equilibrio tra valorizzazione e tutela, apertura e cura, sviluppo e responsabilità.

Lucia<br>Tucci - Ideazione

Lucia
Tucci

Project manager

Oltre la sostenibilità:
il turismo rigenerativo e la creazione
di valore per la comunità locale.

Nel momento in cui arriviamo in una destinazione per progettare scenari di sviluppo turistico, il nostro approccio consolidato consiste nell’adottare strategie e pratiche che producano un impatto positivo sul capitale naturale, sociale ed economico del luogo. È un tipo di sensibilità che è alla base del turismo “rigenerativo”, un approccio che orienta la progettazione turistica alla creazione di valore anzitutto per la comunità locale, oltre che naturalmente per i visitatori.

Si tratta di un’evoluzione del modello di turismo sostenibile: se questo si impegna a ridurre i danni ambientali mantenendo un equilibrio tra utilizzo e tutela delle risorse, la rigenerazione compie un passo ulteriore verso la necessità di lasciare il territorio in condizioni migliori rispetto a quelle di partenza. Un approccio che, quando si opera in contesti fragili, diventa non solo utile, ma necessario.

Calascio ci ha fornito la preziosa opportunità di operare in una realtà paradigmatica delle piccole comunità in aree interne e fragili, una sorta di “laboratorio” in cui poter sperimentare approcci di turismo rigenerativo.

Turismo rigenerativo e comunità:
Calascio come laboratorio di futuro.

La recente esperienza che abbiamo vissuto a Calascio (AQ), ci ha fornito un’opportunità preziosa: la possibilità di operare in una realtà paradigmatica delle piccole comunità in aree interne e fragili, una sorta di “laboratorio” in cui poter sperimentare approcci di turismo rigenerativo. Una possibilità che si è concretizzata grazie alla “Scuola di perfezionamento nella gestione turistica sostenibile dei piccoli comuni italiani”, nel corso della quale abbiamo collaborato con DestinAction a una masterclass dedicata, appunto, al turismo rigenerativo, inserita nel quadro dell’annuale Bootcamp dell’associazione.

Uno degli obiettivi del percorso – pratico, oltre che formativo – era di ampliarne l’impatto oltre il gruppo dei partecipanti al Bootcamp per favorire la crescita di competenze anche tra coloro che vivono e operano stabilmente nel territorio – operatori turistici, rappresentanti del terzo settore, amministratori locali e, naturalmente, gli stessi cittadini.

Uno degli obiettivi era ampliare l’impatto del percorso oltre il gruppo dei partecipanti al Bootcamp.

La comunità come
punto di partenza.

Il turismo rigenerativo si fonda su un presupposto chiaro: il valore generato dalle attività turistiche deve ricadere prioritariamente su chi vive il territorio. L’obiettivo non è costruire un’offerta orientata esclusivamente al visitatore, ma attivare processi capaci di rafforzare la comunità locale, la sua capacità di autodeterminazione e la qualità della vita quotidiana.

In questa prospettiva, il coinvolgimento della popolazione non assume una funzione simbolica o occasionale, ma si configura come un percorso strutturato di capacity building ed empowerment, pensato per dotare le persone degli strumenti necessari per partecipare consapevolmente ai processi decisionali e diventare protagoniste del cambiamento.

Applicato in contesti come quello di Calascio, questo approccio prevede di riconoscere il ruolo centrale degli abitanti, delle associazioni e delle realtà locali nella definizione delle traiettorie di sviluppo del borgo.

Le piccole comunità come
laboratori di sperimentazione.

Le piccole comunità presentano una caratteristica distintiva: la possibilità di operare come veri e propri laboratori di futuro. In contesti come Calascio, le relazioni sono più dirette, i processi decisionali più ravvicinati e gli effetti delle azioni risultano immediatamente percepibili. Questa condizione consente di sperimentare modelli di sviluppo in un ecosistema ridotto, osservandone con maggiore chiarezza le conseguenze.

Assume allora particolare rilevanza il place-based approach, secondo cui ogni intervento deve partire dalle specificità del luogo: dalla sua storia, dalle sue risorse materiali e immateriali e dal modo in cui la comunità le interpreta. Un progetto che ignora il contesto locale perde efficacia: al contrario, un progetto che lo assume come punto di partenza può generare trasformazioni più profonde e durature.

Un patrimonio iconico
tra materia e simbolo.

Il patrimonio di Calascio costituisce uno degli elementi fondanti di qualsiasi riflessione rigenerativa. Emblema del territorio è la Rocca Calascio, fortezza posta a circa 1.500 metri sul livello del mare, realizzata interamente in pietra calcarea locale. La rocca rappresenta un esempio di architettura militare medievale e rinascimentale di grande integrità formale e si distingue per un panorama che abbraccia il massiccio del Gran Sasso, la Majella, il Sirente-Velino e la Valle del Tirino.

La sua forza iconica è stata celebrata da produzioni cinematografiche di rilievo internazionale, come Ladyhawke e Il nome della rosa, contribuendo a collocarla con forza nell’immaginario collettivo. Lungo il sentiero che conduce alla rocca, inoltre, sorge la Chiesa di Santa Maria della Pietà, costruito nel XVI secolo e legato a una tradizione devozionale profondamente radicata nella memoria collettiva locale: un elemento di connessione tra dimensione spirituale, paesaggio e narrazione identitaria.

Accanto a questi elementi più noti, il borgo medievale di Calascio conserva un tessuto urbano autentico, caratterizzato da un’urbanistica a gradoni, vicoli, archi e scalinate che seguono l’andamento naturale del terreno. Le architetture in pietra, i portali decorati e i piccoli cortili testimoniano la continuità storica del luogo e la maestria costruttiva locale.

Lungo il sentiero che conduce alla rocca sorge la Chiesa di Santa Maria della Pietà, legata a una tradizione devozionale profondamente radicata nella memoria collettiva locale: un elemento di connessione tra dimensione spirituale, paesaggio e narrazione identitaria.

Patrimonio immateriale
e identità locale.

Oltre agli elementi materiali, Calascio è portatore di un patrimonio immateriale di grande rilievo. Per secoli il territorio è stato uno snodo fondamentale della cultura della transumanza e della pastorizia, fulcro di un sistema economico, sociale e culturale che ha modellato il paesaggio e le relazioni comunitarie nel tempo.

Il patrimonio immateriale comprende inoltre saperi locali, pratiche tradizionali, ritualità e sistemi di valore condivisi, che costituiscono la dimensione più profonda e non replicabile dell’identità territoriale. Un progetto di turismo rigenerativo è chiamato a riconoscere e integrare queste componenti nella definizione dell’identità e nelle forme di narrazione del territorio.

In un contesto come Calascio la rigenerazione implica la cura del paesaggio, il recupero del patrimonio edilizio esistente, la tutela della biodiversità e l’adozione di pratiche di uso circolare delle risorse, evitando nuovo consumo di suolo e rafforzando la resilienza territoriale.

Le aree di impatto
e il ruolo della governance.

La rigenerazione opera su più dimensioni interconnesse: quella culturale riguarda l’identità e il senso di appartenenza, quella sociale si concentra sulle relazioni e sulla capacità di partecipazione, quella ambientale rappresenta il supporto fisico della vita e dell’esperienza territoriale, quella economica è legata alla creazione e redistribuzione del valore.

Elemento trasversale a tutte queste dimensioni è la governance, intesa come sistema di ruoli, responsabilità e processi decisionali capaci di garantire continuità nel tempo. A livello locale, la governance deve coinvolgere istituzioni, operatori economici e comunità attiva. A livello sovralocale è necessario inserire il territorio in reti più ampie e strategie di area vasta, per rafforzare le iniziative locali e attrarre risorse.

A Calascio c’è un’atmosfera “sospesa”. Un elemento immateriale che rappresenta un valore significativo, ma al tempo stesso fragile: richiede politiche di gestione attente per evitare fenomeni di sovraesposizione o banalizzazione.

Un’atmosfera sospesa
come valore da gestire.

Calascio è caratterizzato anche da una dimensione percettiva e simbolica particolare: il silenzio della montagna, l’assenza di inquinamento luminoso e la possibilità di osservare il cielo stellato contribuiscono a creare un’atmosfera definita da molti come “sospesa”. Un elemento immateriale che rappresenta un valore significativo, ma al tempo stesso fragile: richiede politiche di gestione attente per evitare fenomeni di sovraesposizione o banalizzazione.

In questo senso, il turismo rigenerativo applicato a Calascio si configura come un percorso di equilibrio tra valorizzazione e tutela, tra apertura e cura, tra sviluppo e responsabilità collettiva. Non un insieme di azioni isolate, ma un processo di lungo periodo orientato a rafforzare la comunità, riconoscere il patrimonio e costruire un modello di sviluppo coerente con l’identità profonda del territorio.