Il vino italiano verso i mercati Extra-Ue

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Interamente sfruttate le risorse messe a disposizione da Bruxelles nell’ambito dell’OCM vino. La nostra ricetta: azioni mirate, target trade e sinergia fra cantine e consorzi.

 

Autunno di buone notizie per il comparto del vino italiano: a ottobre scopriamo di essere il primo produttore al mondo e, a novembre, il Sole 24Ore annuncia che le risorse messe a disposizione da Bruxelles nell’ambito dell’OCM vino sono state interamente sfruttate (99,9%) dai produttori.

Due misure, si legge, hanno fatto la parte del leone: la ristrutturazione dei vigneti e la promozione del vino sui mercati extra-Ue, che ha assorbito risorse per 92 milioni di euro.

Chiunque lavori nel settore sa quanto le risorse pubbliche siano fondamentali, per i produttori e i consorzi vinicoli, al fine di favorire l’internazionalizzazione. Questi finanziamenti poi, nella stragrande maggioranza dei casi, sono l’unica risorsa utilizzata per provare a penetrare in mercati lontani, complessi ed eterogenei, quali quelli Extra-Ue.

Se le grandi istituzioni utilizzano questi finanziamenti principalmente per realizzare azioni promozionali rivolte al consumatore finale, si dimostra più proficuo per le aziende singole rivolgersi in particolar modo ai professionisti e diversificare i  finanziamenti ricevuti. È proprio a partire dalle relazioni intessute con i principali rappresentanti del settore trade, infatti,  che un vino riesce a raggiungere il pubblico dei consumatori finali.  Grazie agli incontri con  buyer, importatori, ristoratori, sommelier e  giornalisti il prodotto inizia ad essere proposto presso ristoranti ed enoteche, disponibile presso la Gdo e, infine, oggetto di attenzione da parte dei media specializzati. In questo modo riesce quindi a penetrare in mercato lontani e nuovi, come sono spesso quelli Extra-Ue e raggiungere i consumatori finali.

Nella nostra attività di consulenza strategica a cantine e consorzi abbiamo avuto la possibilità di partecipare attivamente a tutte le fasi del processo di promozione dei prodotti nei mercati obiettivo: dalla progettazione del bando, alla scelta delle attività strategiche, alla realizzazione delle stesse come organizzatori di eventi.

Rientrano nell’ambito del contributo OCM 2014|2015 molte delle iniziative che hanno coinvolto cantine e consorzi con cui lavoriamo: la partecipazione di alcuni produttori piemontesi al Lofoten Food Festival, le attività rivolte al mercato svizzero (ai tradizionali eventi a Zurigo e Ginevra si è aggiunto il Weingala di Sils) e norvegese (Barolo&Friends Event di Oslo), la partecipazione ad alcune grandi fiere B2B e B2C a   Hong Kong (Hong Kong International Wine & Spirits Fair), Chicago (World Wine Meetings America) e all’evento B2B e B2C a Seoul (International Wine & Spirits Expo).

Le operazioni vincenti hanno delle caratteristiche comuni: attività promo-commerciali studiate nel dettaglio e calibrate in relazione al target di riferimento, azioni congiunte (non solo fra cantine diverse ma partnership e collaborazioni fra consorzi anche provenienti da diverse regioni) che hanno permesso di massimizzare i benefici della partecipazione e, infine, attività promozionali in grado di trasferire insieme ai prodotti anche un concetto di territorio.

Aspetto quest’ultimo sul quale si è puntato in maniera particolare nel caso de “L’Italia del vino: le eccellenze di Slow Wine e de I Vini del Piemonte” ciclo di eventi B2B di presentazione dei vini italiani, con un approfondimento sul Piemonte. Le prime due tappe, a Tokyo e Hong Kong hanno avuto luogo, con successo, a novembre, le prossime sono previste negli Stati Uniti e a Stoccolma.

Frutto della collaborazione fra due importanti realtà rappresentative del Made in Italy, il Consorzio I Vini del Piemonte e la guida ai vini di Slow Food Editore, Slow Wine, questi eventi testimoniano l’importanza di fare sistema e creare sinergia per penetrare in mercati nuovi e complessi.