Un’analisi delle principali tendenze del turismo enogastronomico, basata su ricerche inedite, buone pratiche e contributi di esperti nazionali e internazionali.

Il Turismo Enogastronomico nel 2025: Identità, Sostenibilità e Nuove Tendenze

Il turismo enogastronomico si conferma uno dei motori più dinamici dell’economia turistica globale, con un mercato mondiale in forte espansione che stima di superare i 40 miliardi di dollari entro il 2030. In questo scenario l’Italia gode di una reputazione solida e distintiva, tanto che cibo e vino rappresentano il primo elemento di associazione al nostro Paese per la maggior parte dei turisti stranieri.

I driver della scelta e il profilo dei viaggiatori

Dalle indagini emerge che circa 7 turisti su 10 hanno indicato l’enogastronomia come motivazione primaria di almeno un viaggio recente. A guidare la scelta della destinazione sono principalmente la bellezza del paesaggio rurale e la presenza di ristoranti locali e autentici. Tra le mete italiane più desiderate spiccano Toscana, Sicilia e Sardegna. I viaggiatori contemporanei cercano un ritorno all’essenziale e all’autenticità, che associano alla tipicità degli ingredienti e al contatto diretto con i produttori.

Nuove forme di accoglienza: l’intimità gastronomica

Il settore sta vivendo una profonda evoluzione dei consumi verso modelli più intimi e relazionali. Cresce fortemente l’interesse per i format in grado di offrire privacy e vicinanza emotiva, come gli “Chef’s Table” (tavoli unici per piccoli gruppi a diretto contatto con lo chef) ed esperienze culinarie all’aperto o “senza filtri”. Esempi di eccellenza in Italia si riscontrano in realtà come Piazza Duomo ad Alba, il Ristorante Berton a Milano e Pepe in Grani a Caiazzo.

Sviluppo rurale e Destination Stewardship

A fronte di criticità strutturali come l’overtourism e lo spopolamento delle aree interne, il turismo del gusto emerge come una leva strategica di rigenerazione socio-economica. Diventa quindi fondamentale passare da una logica puramente promozionale a una di “destination stewardship”, ovvero di governo integrato e partecipativo del territorio. I turisti dimostrano inoltre una forte attenzione alla sostenibilità, dichiarando il forte desiderio di visitare aziende agricole che adottano pratiche ecologiche e progetti a supporto delle comunità locali.