Vi chiediamo di seguirci in un viaggio alla scoperta di Ideazione e della sua storia: i nostri progetti, i nostri valori, i nostri successi e, perchè no, qualche curiosità inaspettata attraverso il racconto dei nostri lavori più importanti


Gli anniversari, le date importanti, ma anche le feste, Natale, Capodanno coincidono spesso con bilanci e buoni propositi. Per i nostri 20 anni, ebbene si, Ideazione ha raggiunto questo traguardo, non vogliamo fare né gli uni né gli altri.

Preferiamo condividere con voi alcune tappe della nostra storia nella speranza che i lavori che abbiamo realizzato, ma anche i nostri valori e tutto ciò che ci ha portato ad essere ciò che siamo, contribuiscano a testimoniare quella che è la nostra mission più profonda: la cultura, le eccellenze agroalimentari e la valorizzazione turistica dei territori non sono solo belle parole ma concrete opportunità di lavoro, di crescita e sviluppo per le persone e i paesi.


Correva l’anno 1996 e…. ad Alba nasceva Ideazione!

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A chi rivolgerci per farci raccontare la storia della nascita della nostra società se non a Daniele Manzone, tra i fondatori di Ideazione, amministratore delegato per 17 anni e ora lanciatosi in una nuova sfida, altrettanto ambiziosa, alla guida del Consorzio I Vini del Piemonte e de La Strada del Barolo?

Come è nata l’idea di fondare Ideazione?

La storia di Ideazione è collegata a quella dell’associazione Turismo in Langa,che avevo fondato 8 anni prima. A seguito del buon esito di molti progetti di valorizzazione turistica delle Langhe ci sono arrivate, da più parti, richieste di “esportare” il nostro know how anche in altri territori, in Piemonte e non. Per svolgere quella che di fatto si andava a configurare come un’attività consulenziale un’associazione non era la formula giuridicamente corretta: da qui l’idea di creare una srl, Ideazione appunto.

C’è qualche progetto degli albori che ricordi con particolare affetto? 

Ne ricordo tanti, posso citarne due che, per ragioni diverse rappresentano il nostro modo di lavorare: Operazione città aperte e la gestione del Castello di Barolo. Con Operazione città aperte per la prima volta chiese, castelli e monumenti nelle Langhe sono stati aperti al pubblico. Nessuno avrebbe mai scommesso un euro sull’afflusso di visitatori che c’è stato: fino ad allora le Langhe erano solo buon vino e buon cibo, non si pensava al loro potenziale in termini di turismo culturale. Noi abbiamo scommesso su questa potenzialità e direi che, visto come sono andate le cose, abbiamo vinto. Il Castello di Barolo dimostra, invece, come il marketing e la promozione se usati con intelligenza possono davvero fare la differenza: le visite e gli incassi sono raddoppiati con la nostra gestione e abbiamo creato una rete di ottimi rapporti con enti e istituzioni. Inoltre, grazie al successo ottenuto, abbiamo gettato le basi per realizzare, anni dopo, lo straordinario progetto del Museo del Vino a Barolo.

Sono passati vent’anni e molte cose sono cambiate, c’è però una caratteristica che a tuo avviso negli anni è rimasta immutata in Ideazione?

C’è un aspetto che non solo è rimasto immutato ma che rappresenta il punto di forza di Ideazione: la capacità di fare squadra. I dipendenti di Ideazione vengono scelti attraverso un lungo processo di selezione: oltre al talento abbiamo sempre cercato delle persone capaci di lavorare in squadra, di armonizzarsi con i colleghi e impegnarsi per il raggiungimento di un obiettivo comune. Siamo stati fra i primi, pur essendo un’azienda di piccole dimensioni, a dotarci di una carta dei valori aziendale: le persone che lavorano con noi devono condividere i nostri stessi valori e, al contempo, sanno cosa noi gli offriamo in cambio. Questo “spirito” si riflette ovviamente anche all’esterno, nella gestione dei progetti: i clienti che si rivolgono a noi non ricevono la “classica” consulenza settoriale ma hanno la possibilità di beneficiare di un’intera squadra in grado di sviluppare progetti a 360 gradi.

Per finire ci permettiamo una domanda più personale, da fondatore ed ex amministratore delegato cosa ti rende felice quando pensi ad Ideazione?  

Ora che non sono più coinvolto direttamente nell gestione di Ideazione ed il testimone è passato ad Enrico Ferrero ci sono vari aspetti che rappresentano per me motivi di grande orgoglio. Il primo è la capacità che ha avuto la società di innovarsi, svilupparsi e, perchè no, anche cambiare in modo autonomo. Ideazione è stata in grado di intraprendere la sua strada e crescere anche senza di me, quale segno migliore del fatto che l’azienda che ho fondato è solida e strutturata? Nel suo essere cambiata per adattarsi alle esigenze del tempo però, e questo per me è molto importante, la mission è rimasta la stessa: dimostrare che il turismo, la cultura e l’agroalimentare sono un carta vincente per lo sviluppo dei territori. I nostri progetti testimoniano questo, ovvero che la valorizzazione delle eccellenze territoriali non sono solo belle parole (come a volte la politica ahimè sembra dimostrare) ma concrete opportunità per l’economia e l’occupazione. Infine vedere che lo spirito di squadra che ha caratterizzato gli inizi di Ideazione, eravamo 14 soci, praticamente di pari livello e quasi tutti lavoravamo nella società, non è cambiato: la squadra è affiatata, preparata e ancora come allora lavora per dare il massimo!

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