Da un interessante white paper di Wine Intelligence riferito all’enoturismo in Australia – ma che vale in buona parte anche per il resto del mondo – segnaliamo un piccolo “manuale” per rendere davvero coinvolgente e autentica l’esperienza di viaggio di un enoturista. Sono sei regole, tanto semplici da essere, spesso, sottovalutate:

Natura – Il vino rimanda inevitabilmente al concetto di “natura”: l’esperienza di visita di un enoturista deve rispettare questa aspettativa, quindi la “location” della degustazione deve essere coerente

Storia – Una visita in cantina non deve essere una lezione a scuola, ma nondimeno deve raccontare la storia dell’azienda, possibilmente perché essa diventi parte memorabile della visita, tanto che il turista la porti con sé e la tramandi ai suoi conoscenti

Fiducia – Spesso raggiungere una cantina significa imboccare strade di campagne o nascoste: costa un po’ di fatica: il turista che arriva in cantina ha “investito” la sua fiducia, allo staff della cantina il compito di dimostrare che è stata ben riposta

Cibo – Una visita in cantina è prima di tutto degustare vino. Ma anche il cibo ha la sua importanza

Intrattenimento – La visita non dovrebbe esaurirsi nella degustazione: percorsi di visita alle vigne, escursionismo nei dintorni, mappe aggiornate e brochure del territorio sempre a disposizione sono un “must” per ogni cantina

Strette di mano – Incontrare il vignaiolo è fondamentale. E non è detto che il solo “patriarca” sia interessante: anche le nuove generazioni di vignaioli hanno qualcosa da raccontare.