Si è definitivamente concluso con il dodicesimo appuntamento di consulenza con Ideazione, il percorso di Federico Rial, uno dei partecipanti a ReStartAlp 2016 che ha ottenuto come premio la consulenza “post Campus” fornita da Ideazione.

 

La valorizzazione del territorio e la forte volontà a impegnarsi per la regione in cui è nato stanno alla base dell’idea di impresa che ha portato il giovane ragazzo a partecipare al campus ormai due anni fa.

Al termine del suo percorso, vogliamo conoscerlo meglio e avere una sua opinione in merito all’esperienza formativa.

 

Di che cosa si occupa la tua azienda e com’è nata l’idea?

Paysage à Manger nasce ufficialmente nel 2014 dall’idea del mio socio Federico Chierico e altri 3 amici, convinti che i prodotti coltivati nel territorio della Valle d’Aosta possano avere un’altissima qualità, se curati e cresciuti nel modo giusto.
Iniziano così un’accurata ricerca sulle varietà di ortaggi e in particolare di patate che in passato venivano coltivati sulle Alpi.
Dopo gli studi in Ingegneria a Torino, nel 2015, è stato naturale per me voler tornare in Valle d’Aosta, per rendere omaggio al territorio in cui sono nato; è avvenuta proprio in questo periodo la conoscenza di Federico e della sua azienda e l’idea mi è sembrata da subito interessante e innovativa, dal momento che coniugava la mia passione per il territorio con la produzione di cibo.
Quando sono venuto a conoscenza del campus ReStartAlp, è stato come una sfida: ho pensato che se fossi riuscito in questa “prova”, quello sarebbe stato il mio lavoro.
L’idea è piaciuta ed è iniziata così la mia avventura.

La nostra è un’azienda agricola: ci occupiamo di coltivare ortaggi, in particolare patate. I nostri terreni si estendono per circa 2 ettari, di cui 1 e mezzo coltivato proprio a patate, e si trovano quasi tutti (80%) a Gressoney-Saint-Jean ai piedi del Monte Rosa, tra 800 e 1800 metri d’altezza.
La particolarità della nostra azienda è la continua ricerca di varietà del passato, quelle che in Valle d’Aosta nascevano e crescevano con profitto, che noi vogliamo introdurre nuovamente sul mercato.
Parliamo di numeri: coltiviamo 54 varietà diverse di patate e più di 100 varietà di altri ortaggi.
Lo scopo? Essenzialmente sono due i motivi per cui crediamo molto nella nostra attività: intanto vogliamo banalmente fornire cibo locale alla comunità valdostana e credo sia un obiettivo davvero nobile; inoltre puntiamo all’eccellenza qualitativa dei nostri ortaggi, soprattutto delle patate, il nostro core-business, che in questo territorio hanno modo di raggiungere elevatissimi standard grazie alle particolari condizioni climatiche, senza l’uso e l’aiuto di alcuna sostanza chimica.

 

Quando hai iniziato il tuo percorso al Campus, stavi già lavorando al tuo progetto? Se si, in quale fase ti trovavi?

Ho partecipato al bando nell’autunno del 2015, pochi mesi dopo aver conosciuto il mio socio Federico, per il campus che sarebbe iniziato nel 2016.
La società esisteva da circa un anno, ma l’azienda aveva dimensioni molto ridotte.
ReStartAlp ha rappresentato una vera svolta per la nostra impresa che all’epoca era neonata, e per me, che non avevo nozioni di economia né competenze per gestire un’azienda.

 

Quali sono stati i vari step? I momenti o gli avvenimenti determinanti per una svolta, per una decisione?

Il primo momento importante per me è stato venire a conoscenza di aver superato le selezioni per partecipare al campus. Come ho detto si trattava di una sfida: se fossi riuscito a partecipare a ReStartAlp, mi sarei dedicato all’attività investendo tutto il mio tempo.
Da quel momento è stato tutto più semplice: stavamo procedendo in una direzione e fondamentalmente abbiamo seguito il business plan redatto durante la durata del campus, sviluppato su un arco temporale di tre anni, con l’obiettivo di espandere i terreni coltivati e quindi aumentare la quantità di prodotto disponibile alla vendita e di cercare e sviluppare diversi e nuovi canali di vendita.
Un altro momento di svolta è stato il percorso di consulenza con Ideazione: durante la fase di tutoraggio infatti per me è stato determinante il fatto di mettere in discussione l’azienda e l’idea di business attraverso domande critiche, allo scopo di lasciare emergere gli elementi veramente validi per la sua realizzazione e gli aspetti meno importanti.

 

Hai realizzato tutti i progetti iniziali oppure durante il percorso hai abbandonato qualche idea o viceversa hai arricchito il progetto con nuovi spunti?

Il progetto è in costante divenire: io e Federico abbiamo una caratteristica comune, ci lasciamo molto entusiasmare dalle nuove idee e dalle varie opportunità che si presentano, anche se in verità crescendo professionalmente ci stiamo lanciando sempre meno in nuove avventure dalla difficile realizzazione, anzi stiamo imparando a ponderare sempre meglio le opportunità.
Di certo vogliamo concentrare le nostre forze e investire nel nostro core business, ma stiamo prendendo in considerazione diversi progetti, ad esempio quello di un produttore di sidro delle Alpi che ha chiesto la nostra collaborazione per recuperare e coltivare una antica varietà di pere con cui in passato si usava fare la bevanda.

Abbiamo inoltre aperto un punto vendita, che da poco tempo al sabato si trasforma in un piccolo mercato di paese, che ospita altri produttori del territorio: mettiamo a disposizione il nostro spazio per permettere al cliente di poter acquistare diversi prodotti di alta qualità nello stesso luogo: pane, biscotti, marmellate, miele, formaggi. Vogliamo contemporaneamente creare una rete di produttori, pronti a supportarsi, accomunati dallo stesso obiettivo.
La nostra azienda è stata la prima impresa di coltivazione a Gressoney; da poco tempo abbiamo un competitor, con il quale vogliamo instaurare un rapporto di collaborazione comunitaria evitando di seguire la logica della competizione, appartenente ai mercati internazionali.

 

In questo momento in quale fase si trova la tua azienda? 

Come accennato, l’azienda è in continua evoluzione. Stiamo seguendo la linea imposta dal nostro business plan, il quale si modula chiaramente in base alle occasioni che si presentano.
Stiamo acquistando nuovi campi per poter mantenere le caratteristiche del terreno e adottare la tecnica della rotazione, che la coltura delle patate richiede, e allo stesso tempo poter soddisfare ogni anno la richiesta del mercato e avere prodotto disponibile.
Ad esempio abbiamo stretto una collaborazione con un panettiere, che semina in un nostro terreno la segale che utilizzerà per il pane; intanto il campo si riposa cambiando coltura, per essere pronto l’anno successivo ad essere nuovamente sfruttato per le patate e gli ortaggi.
In Valle d’Aosta, a causa del clima, abbiamo una stagionalità molto corta, che dura da inizio luglio a metà ottobre, mesi in cui coltiviamo tutta la gamma di verdure che con un clima mite nascerebbero durante un intero anno. Per questo è fondamentale per noi produttori basarci su logiche di collaborazione che permettano a tutti di vivere dignitosamente tutto l’anno, come accennavo prima.

 

In quale modo è stato d’aiuto il supporto fornito dalla consulenza da parte di Ideazione?

È stato davvero interessante potersi confrontare con Enrico (Amministratore Delegato di Ideazione): con le sue domande e il suo modo di affrontare il discorso, creava in me quesiti e critiche, che si sono rivelati costruttivi per capire la fattibilità di diversi progetti.
Inoltre è stato fondamentale conoscere Ideazione anche per i contatti che Enrico mi ha fornito per affrontare alcune consulenze private: grazie a un budget extra abbiamo potuto investire nell’analisi qualitativa delle patate, nella definizione di una strategia di comunicazione e siamo riusciti a intercettare uno chef svizzero con il quale abbiamo un grande progetto.

 

Hai da poco concluso il tuo percorso affrontando l’ultimo appuntamento con Enrico: che cosa succederà ora?

Come accennato poco fa abbiamo in programma un ambizioso evento in autunno con la collaborazione di un grande chef svizzero, che abbiamo intercettato proprio grazie a Ideazione e terrà per noi una giornata di formazione destinata ai professionisti del settore interessati al nostro prodotto.
Vogliamo infatti aprirci a questo mercato, proponendoci in modo convinto e accattivante all’alta ristorazione.
È nostra intenzione quindi diventare più professionali nel canale B2B e attirare l’attenzione di un alto numero di persone realmente interessate e di professionisti dell’alta cucina italiana, soprattutto dell’area Nord-Ovest perché siamo convinti che il nostro prodotto debba essere disponibile per la distribuzione, ma continuare a raccontare le sue origini.