Cosa è rimasto uguale, cosa sarà cambiato: prospettive, impegni, opportunità

Dopo avervi raccontato i progetti più importanti della nostra azienda vogliamo concludere il nostro viaggio alla scoperta di Ideazione dando la parola al nostro amministratore delegato, Enrico Ferrero.

La sua storia, entrato come dipendente nel 2006 e diventato ad AD a 34 anni, è emblematica della capacità di Ideazione di riconoscere e premiare i talenti dando ad ognuno opportunità di crescita e sviluppo professionale. Un “imprinting” che si deve in  primis al fondatore di Ideazione, Daniele Manzone, ora direttore de La Strada del Barolo e de Il Consorzio I Vini del Piemonte.

“A Daniele – ci ha detto in apertura d’intervista – devo gran parte della mia “escalation”. Da lui non ho solo ereditato il ruolo di AD, ma anche una grande passione per questo lavoro e molte delle competenze e delle conoscenze che oggi posso dire di avere”.

E così, partendo da ciò che non è cambiato, abbiamo chiesto a Enrico di raccontarci la sua Ideazione: dai servizi, all’approccio al mercato, fino alle prospettive future.

A novembre è toccato a tutti i colleghi, ora è il tuo turno di descrivere Ideazione in una parola. Ti basta o te ne servono di più?

Descrivere Ideazione con una parola è sfidante. E a me le sfide piacciono molto. Direi DUTTILE. In questi 20 anni siamo sempre stati molto bravi e attenti ad adattarci ai cambiamenti del mercato, allineandoci ad essi e cavalcandone le opportunità. 10 anni fa non ci occupavamo di agroalimentare: oggi invece è il settore rilevante del nostro modello di business. Abbiamo intercettato un’opportunità e siamo stati bravi a tradurla in business. Ma la duttilità è anche uno dei valori aggiunti che offriamo ai nostri clienti: sappiamo adattarci alle esigenze dei nostri committenti, il nostro modo di offrire servizi non è standardizzato, ma all’insegna dell’artigianalità. Per ogni cliente sappiamo confezionare il vestito migliore, su misura.

Made in Italy, agroalimentare, food&wine, turismo. Tematiche molto attuali, forse inflazionate. In cosa Ideazione può fare la differenza?

Se queste tematiche possono sembrare inflazionate è solo perchè se ne parla troppo ma si agisce poco. In questo Ideazione fa la differenza: il nostro impegno è rivolto a far sì che i nostri clienti ottengano risultati concreti e che questi settori facciano davvero la differenza nel rendere competitivo il nostro paese.

10 anni fa gli enti pubblici potevano destinare ingenti risorse al settore culturale, ad esempio per la realizzazione di musei o per ridestinare beni pubblici a usi culturali. Noi siamo stati tra i primi a prevedere modelli gestionali che potessero garantire la sostenibilità nel tempo di questi investimenti. É stato questo il ragionamento alla base, ad esempio, nella progettazione del WIMU, il Museo del Vino a Barolo. Oggi il museo non solo esiste, ma ha un sistema gestionale virtuoso, anche grazie al lavoro di pianificazione svolto ben prima che il WIMU aprisse i battenti.

O ancora, se oggi Ideazione organizza oltre 20 eventi di internazionalizzazione del comparto vitivinicolo ogni anno è perchè abbiamo consolidato una buona reputazione tra produttori e cantine. I nostri eventi sono conosciuti per la capacità di generare occasioni di business, di reale contatto con gli importatori e i consumatori finali dei Paesi in cui operiamo. Noi abbiamo molta cura nell’organizzazione dell’evento ma la nostra priorità è far sì che i partecipanti trovino reali occasioni di business.

Non ti chiedo qual è il progetto che ti sta più a cuore ma quello che potrebbe coronare il tuo sogno professionale.

Non credo al coronamento di un sogno professionale. Ogni anno sono solito fare un mio bilancio professionale e posso dire che in questi 10 anni ho coronato diversi sogni. Ma se proprio dovessi immaginare il sogno più “gratificante” mi piacerebbe realizzare un progetto unitario di promozione del Sistema Italia, e non solo delle sue singole componenti, sui mercati internazionali.

L’Italia sarebbe competitiva (specie sui mercati lontani) soprattutto se facesse sistema. E’ l’Italia il vero brand, non i singoli marchi o le singole DOC. E questo è valido anche in campo turistico e di destination management.

Nel nostro piccolo ci stiamo provando: penso alla sinergia che abbiamo contribuito a creare tra Piemonte e Toscana (regione fortemente competitor sul mercato del vino) attraverso gli eventi “Barolo&Brunello” sui mercati esteri,  o agli eventi di internazionalizzazione “a marchio Ideazione” per collettive di produttori provenienti da tutta Italia. Ma da qui a far passare il concetto di sistema la strada è ancora lunga.

Ideazione fra 20 anni. Cosa è cambiato, cosa sarà rimasto uguale?

Noi siamo abituati al cambiamento e auspico che tra 20 anni saremo ancora in grado di garantire questo approccio al mercato. Ideazione cambierà ancora molto, pur rimanendo fedele alla sua mission: dimostrare nei fatti che turismo, agroalimentare e cultura (e, aggiungo, il Made in Italy in generale) sono gli asset strategici di sviluppo del nostro meraviglioso paese.

Tra 20 anni Ideazione sarà più grande: più collaboratori, più presidi (sparsi lungo la penisola), ancora più lavori, progetti e clienti. Siamo e saremo un punto di riferimento per le aziende del settore agroalimentare e turistico che vogliano crescere in termini di competitività. Avremo ampliato la nostra gamma di partner in Italia e nel mondo (specie per le attività di internazionalizzazione) e saremo un acceleratore di nuove imprese del Made in Italy. E, soprattutto, spero che Ideazione nel frattempo abbia fatto crescere talenti: la nostra forza sta nelle persone, nelle loro capacità e, in particolare, nello spazio che saremo in grado di creare per far esprimere il loro grande potenziale.

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