Avevamo in passato segnalato la (buona) idea di istituire il marchio “Italian Quality” per identificare i prodotti italiani con caratteristiche d’eccellenza. Ma a quanto pare non si tratterà di un vero e proprio “marchio” (come, ad esempio, fa la Gran Bretagna), ma di un “segno distintivo” (come, invece, fa la Francia con il suo “Bon Appétit“): lo ha detto il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, intervenendo a Milano al «Secondo forum Food e made in Italy» organizzato dal Gruppo Sole 24 Ore:

Non sarà un marchio di prodotto, ma un segno che qualifichi l’identità italiana all’interno di un mix di azioni di promozione e sostegno. Azioni che possono andare da iniziative temporali sull’esempio delle «settimane italiane o geografiche di lungo periodo come la promozione su mercati dal potenziale elevato ma poco valorizzati. E molto ancora deve essere progettato e sperimentato. Siamo in una fase avanzata e il fatto che stiamo già parlando con il Mise é un elemento importante. Si tratta ora di stringere i tempi e arrivare per l’Expo 2015 con un primo momento importante.

Insomma: prima “affossato” da Confindustria, poi dimenticato e smarrito nella routine parlamentare, il vecchio progetto del DDL 1061, il marchio “Made in Italy” diventa un “segno distintivo”. Toccherà aspettare Expo 2015 per capirci qualcosa in più, visto che è il Ministro Martina stesso a indicare nell’evento milanese come deadline per l’avvio dell’iniziativa.