Inaugurato ufficialmente lo scorso 10 giugno, il Campus organizzato dalla Fondazione Garrone “ReStartApp” ospita 15 giovani aspiranti imprenditori da tutta Italia con idee d’impresa da avviare in Appennino.



Lo scorso 10 giugno il borgo appenninico di Grondona (Al) ha ospitato l’inaugurazione del Campus residenziale “ReStartApp”, l’iniziativa della Fondazione Garrone per la quale Ideazione ha fornito il suo supporto nelle fasi di progettazione. Fino a settembre i 15 aspiranti imprenditori slezionati (età media 30 anni, provenienti da tutta Italia) saranno impegnati a sviluppare le loro idee d’impresa che, nel progetto della Fondazione Garrone, contribuiranno a rivitalizzare il territorio appenninico con l’insediamento di nuove imprese nei settori dell’agricoltura e del turismo.

I protagonisti di ReStartApp

Francesco Bovoli (28 anni, Toscana) vuole recuperare oliveti abbandonati o incolti grazie alla formula dell’ “adozione a distanza” di appezzamenti di terreni e tramite contratti di comodato d’uso gratuito con i proprietari.
Alessandra Puzzo (31 anni, Liguria) intende creare un noccioleto biologico per recuperare la coltivazione della Nocciola dall’Orto, varietà tipica dell’Appennino Ligure, ormai in via d’estinzione e segnalata dalla Fondazione Slowfood come patrimonio mondiale da salvaguardare.
Obiettivo di Giorgio Masio (27 anni, Liguria) è rendere produttive le zone rurali attualmente abbandonate nell’entroterra appenninico savonese, attraverso la coltivazione e la lavorazione di luppoli e cereali per la birrificazione.
Simone Mandelli (25 anni, Liguria) sta progettando l’avvio di un’azienda agrituristica che offra attività didattiche, percorsi escursionistici e la possibilità di partecipare alla “vita” della fattoria.
L’idea di Chiara Battistini (31 anni, Emilia Romagna) è “rianimare” un antico podere dell’Appennino Bolognese, Casa Vallona, recuperando i terreni circostanti con colture biodinamiche, all’insegna della filiera corta (campo-laboratorio) a impatto zero.
Edoardo Delle Piane (26 anni, Piemonte) porta a ReStartApp un progetto basato sull’impiego delle api come vere e proprie “sentinelle ambientali”, capaci di rivelare lo stato di salute di un’area.
Matteo Panoga (34 anni, Liguria) si concentrerà sul Campo Base delle Giutte, nell’area Appenninica alle spalle della città di Genova, per renderlo una struttura ricettiva a impatto ambientale zero.
Giulia Grilli (25 anni, Umbria) proporrà nel contesto dell’Appennino Umbro-Marchigiano una serie di pacchetti turistici rivolti alla pratica di trekking e mountain-bike, speleologia e canoa
Silvia Beretta (30 anni, Lombardia) intende avviare un’attività agricola in Lunigiana, che rivaluti il patrimonio terriero e boschivo di famiglia attraverso la coltivazione di ortaggi, alberi da frutta e ulivi.
Filippo Resente (29 anni, Veneto) ha in mente un’unità biologica autosufficiente che produca tutto il necessario per il proprio sostentamento e quello dei suoi ospiti
Mattia Linfante (23 anni, Piemonte) vuole allevare bachi da seta per la produzione del filato e di cosmetici, con il ripopolamento dei gelsi, le cui more saranno utilizzate per la filiera agroalimentare.
Alessandro Capitani (33 anni, Emilia Romagna) cercherà di creare un marchio commerciale per l’esportazione di prodotti agroalimentari tipici dell’Appennino Reggiano, attraverso l’apertura di Temporary Shop in alcune città europee.
Eleonora Asia de Angelis (29 anni, Piemonte) ha in progetto la creazione sull’Appennino Ligure di un eco villaggio capace di offrire vacanze “alternative”, totalmente all’insegna dell’ecosostenibilità e caratterizzato dalle strutture costituite dalle tenda “yurta”.
Marco Nania (34 anni, Calabria) vuole ricreare un villaggio che rievochi le antiche tradizioni dell’Aspromonte.
Miguel Acebes Tosti (33 anni, Lazio) intende realizzare, nel cuore dell’Appennino Reatino, un centro di produzione biologica ecosostenibile, che si integri nel territorio laziale aprendosi anche alla cultura (teatro, arte e musica).

Altre informazioni:
http://www.restartapp.it