Sono stati premiati a Sansepolcro i vincitori del master dedicato ai giovani imprenditori della montagna

 

Si è conclusa giovedì 15 febbraio al centro congressi “La Fortezza” di Sansepolcro la quarta edizione di ReStartApp, con un pomeriggio ricco di contenuti in cui si è parlato di start-up, di risorse economiche, di idee e progettualità e di chi, grazie al sostegno di ReStartApp ha realizzato con successo la propria idea imprenditoriale.

L’incubatore di idee per giovani aspiranti imprenditori della montagna è finanziato e promosso ogni anno dalla Fondazione Edoardo Garrone, e coinvolge Ideazione nella selezione dei partecipanti, nella formazione e nella consulenza post campus.

Tre i progetti vincitori, che avranno diritto a un premio in denaro da destinare alla startup, oltre che a un anno di affiancamento sotto forma di consulenza fornito da Ideazione.

Il terzo premio è stato consegnato a Letizia Venturini, con “Alòrto”, il suo servizio di consegna a domicilio di prodotti agricoli locali.

Il secondo a Michele Galeri con il progetto “Sol.Inno”, che intende promuovere l’uso della canapa industriale.

Il primo premio è stato consegnato a Erica Pini con il progetto “Goji del Mugello”, che vorrebbe diffondere la coltivazione delle bacche di Goji sull’Appennino. Un’idea totalmente nuova per questo territorio, che prevede l’avviamento di un’azienda agricola biologica con annessa struttura ricettiva, che coltivi le bacche di Goji e altre piante orientali e si apra alla creazione di nuovi prodotti alimentari sani a km 0.

E proprio a Erica Pini vogliamo porgere qualche domanda sul progetto e sul suo coinvolgimento nell’iniziativa ReStartApp.

È stato utile il campus per lo sviluppo della tua idea imprenditoriale?

Si, assolutamente. Io provengo da un settore totalmente diverso, sono interior designer e per questo motivo ero completamente all’oscuro sulle questioni burocratiche del settore agricolo e avevo grandi lacune anche sul fronte operativo.

Quali caratteristiche del tuo progetto hanno determinato la vincita del 1° premio?

Penso la creatività, una delle mie principali caratteristiche, che mi ha permesso di pensare di impiantare una coltura originaria della Cina nella mia terra.
Un’altra idea innovativa riguarda la promozione della mia attività: in concomitanza con il primo raccolto vorrei indire un contest dal quale emergano nuove ricette con le bacche di Goji, che potrebbero in una seconda fase anche essere messe in produzione.

Quali saranno i prossimi step per la tua azienda?

La startup è nata a ottobre e in questo momento mi sto occupando di tutti i controlli necessari per avviare la lavorazione del terreno.
Lo step successivo sarà l’impianto che credo avverrà la prima settimana di aprile.

Quale sarà il tuo mercato di riferimento?

In una prima fase mi rivolgerò ai consumatori locali anche perché il raccolto non mi permetterebbe di soddisfare una richiesta maggiore.
Ho già individuato, però, alcuni mercati esteri ai quali vorrei aprirmi non appena la quantità di prodotto me lo permetterà, anche perché ad oggi in Europa la coltura delle bacche di Goji non è ancora diffusa e l’Italia è uno dei maggiori produttori.