Per chi si occupa di startup nel settore dei viaggi e del turismo è buona norma guardarsi intorno, verificare trend e casi di successo, confrontarsi con idee vincenti  – anche – istruttive storie di fallimenti. E se riuscire a scovare esempi in giro per il mondo non è sempre così semplice, viene in aiuto una pubblicazione di PhoCusWright intitolata “Travel Innovation and Technology Trends: 2014 and Beyond“, presentato dal vicedirettore di PhoCusWright, Douglas Quinby, con un articolo sulla piattaforma “Medium”.  

Lo studio raccoglie l’analisi di 743 startup digitali nel settore dei viaggi, fondate tra il 2005 e il 2013, mettendo in luce soprattutto le prestazioni economiche di queste nuove aziende. A partire da un numero, secco e semplice: 4,8 miliardi di dollari, la quota di finanziamenti raccolti complessivamente dalle startup del settore nel giro di 8 anni. Altro dato interessante riguarda la geografia delle startup: è l’Asia – e la Cina soprattutto – a fare la parte del leone, con Europa e Stati Uniti in posizioni di ripiego.

Ma il cuore della ricerca non è solo nei numeri: interessante è seguire l’analisi del settore delle startup analizzate. Quelle che attirano più finanziamenti sono quelle che si occupano di ricettività, mentre i servizi legati all’esperienza di viaggio (guide, organizzazione di eventi) sono le meno finanziate nel campione analizzato.

Anche per quanto riguarda il tipo di servizio offerto si possono notare alcuni “trend” interessanti: ad esempio il fatto che i servizi di prenotazione sono quelli che maggiormente attirano investitori, lasciando a spartirsi quel che resta tutto il resto dei servizi turistici.

Due numeri, per concludere: quello negativo è che appena 1 startup su 10 viene acquisita, quello positivo che soltanto 1 su 5 ha chiuso i battenti nel periodo di tempo analizzato. Insomma: il mercato è vivo e promettente, ma bisogna saper scegliere i terreni più fertili per cogliere i frutti migliori…