Chi si lamenta perché in Italia siamo sempre in attesa di una strategia turistica unitaria (magari sostenuta dall’annunciato decreto “Valore Turismo”), troverà qualche motivo di consolazione guardando oltreoceano: anche gli Stati Uniti sono alle prese da almeno un decennio con un problema chiamato “turismo”.

Perché se è vero che Stati come California, Utah e Texas sono all’avanguardia nella comunicazione turistica, è altrettanto evidente come le azioni di marketing per così dire “federali” stentino a decollare. E i numeri cominciano a preoccupare anche Washington, tanto che per la prima volta nella sua storia, anche “Brand USA” si presenta al mondo con una sua campagna promozionale.

La campagna “Discover America, Land of Dreams” intende fare una cosa molto semplice: mostrare gli USA come luogo accogliente e tollerante, quasi a voler contraddire l’immagine di chiusura e sospetto generata dopo gli avvenimenti dell’11 settembre.

La campagna è il primo passo verso gli obiettivi previsti per il 2021 di arrivare a 100 milioni di turisti internazionali negli USA per introiti di 250 miliardi di dollari (a fronte dei 180 generati nel 2013).

 

Continua a leggere su USA Today