Non istituzionale ma creativo: così è il nostro “Made in Italy”

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Non è la prima volta che l’Italia viene bacchettata per la sua incapacità di promuovere sui mercati internazionali quelle eccellenze enogastronomiche che la rendono famosa in tutto il mondo.

Ci è capitato, tra l’altro, con il rapporto “The Rise of Food Tourism” e con i dati divulgati all’inizio dell’anno da Wine Monitor, ma i casi negli anni sono innumerevoli.

È ora la volta della famosa e brava sommelier svedese Maria Collsiöö, che dalle pagine di Wine Meridian denuncia, e ci trova pienamente d’accordo, l’eccessiva frammentazione nella promozione del vino italiano in Svezia.  “L’impressione – sostiene la responsabile delle degustazioni, dei tour e anche della famosa newsletter di Grappe Wine a Stoccolma – è che non ci sia coordinazione tra i produttori italiani. Non c’è un’intesa comune o un’idea precisa su come pubblicizzare i prodotti italiani sul mercato internazionale e non solo.”

Manca – e lo abbiamo sottolineato più volte – una strategia condivisa, che parta dall’alto, per promuovere sotto il “brand Italia” i vini italiani nel mondo, cosa che invece, ad esempio, fa la Spagna pubblicizzando i suoi vini sotto lo stesso concetto di “Vini dalla Spagna” ed organizzando attività promo-commerciali sinergiche in tutto il mondo.

Se è vero che buona parte delle istituzioni non stanno agendo in questo senso è anche vero che negli ultimi anni alcune realtà locali stanno organizzando iniziative condivise per far conoscere le eccellenze vinicole sui mercati internazionali: dal basso, da chi il vino lo produce o col vino ci lavora, arrivano le idee, le azioni e i fatti.

Convinti dell’importanza strategica di “fare squadra” da tempo anche Ideazione è impegnata a creare partnership e sinergie tra territori e attori diversi, affinché la promozione dell’agroalimentare sui mercati internazionali sia più efficace e attraente.

Lo facciamo partendo dal territorio in cui siamo nati e cresciuti, il Piemonte, e con i produttori e i consorzi che ne rappresentano l’eccellenza. Al Piemonte abbiamo e stiamo affiancando altre realtà prestigiose del panorama vitivinicolo nazionale: è il caso ad esempio del Consorzio di Tutela del vino Brunello di Montalcino, delle DOC Friulane, sino ad arrivare a rappresentanze interregionali come Slow Wine Italia.

Sono nati in questo modo eventi come i “Barolo & Brunello – The Italian Kings” sul mercato danese e il “Friuli Venezia Giulia & Piemonte Tasting Tour” in quello polacco e olandese.

L’ultima iniziativa in cantiere è ai blocchi di partenza. A fare coppia con i produttori del Consorzio I Vini del Piemonte saranno questa volta, le cantine, di tutta Italia, selezionate da Slow Food Editore ed inserite nella prestigiosa guida Slow Wine.

Partirà infatti a novembre, con una data in Giappone ed una ad Honk Kong, il tour “L’Italia del Vino: le eccellenze di Slow Wine e de i Vini del Piemonte”.

Tra le tappe di questa “tournee” anche la Svezia, proprio a Stoccolma il 17 febbraio del prossimo anno, con un evento pensato per professionisti e pubblico di wine lover.

Maria Collsiöö ha ragione: solo facendo squadra si può avere visibilità ed efficacia sui mercati internazionali, abbattendo i campanilismi e presentando le tante eccellenze che caratterizzano la nostra produzione. Noi, nel nostro piccolo, ci stiamo provando. E vi assicuriamo che i risultati sono concreti: chiedetelo ai produttori e ai consorzi che hanno abbracciato con noi questa filosofia!