Startup: come funziona davvero

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Ricerche, report e indagini ci dicono molto sul mondo delle startup, ma mai quanto le parole di chi ci sta provando.


Gli ultimi due post del blog erano dedicati a quello che, in sintesi, abbiamo definito “ecosistema” italiano: gli aspetti economici, sociali e culturali che, insieme, costituiscono l’ambiente in cui nascono e crescono le nuove imprese nel nostro Paese.

Sia lo Startup Manifesto della Commissione europea, sia il Global Entrepreneurship Monitor descrivono un panorama caratterizzato da rigidità ataviche – tanto di carattere burocratico, quanto culturale. Un aspetto, fra i molti, ci è apparso evidente: in Italia manca una vera formazione all’imprenditorialità e la cultura d’impresa è scarsamente valorizzata (anche se, va detto, sta crescendo l’attenzione collettiva al tema).

Questo, oltre a destare preoccupazione, conforta la nostra scelta di sostenere le startup con percorsi formativi dedicati: da Siracusa a Santa Margherita Ligure, passando per il progetto SUITES e altre iniziative in cantiere, siamo convinti che la formazione all’imprenditorialità sia fondamentale per rinnovare il sistema economico nazionale.

La Scuola di alti studi e il laboratorio di creazione d’impresa

Nei giorni scorsi abbiamo contattato due imprenditori in erba per verificare se i dati e le suggestioni ricavate dalla lettura dello Startup Manifesto e del Global Entrepreneurship Monitor hanno evidenza nell’esperienza quotidiana degli “startupper”.

I due hanno mosso i primi passi alla Scuola di alti studi in economia del turismo culturale della Fondazione Garrone, nata nel 2006 a Siracusa e per la quale coordiniamo il “laboratorio di creazione d’impresa“, un percorso intensivo che aiuta i partecipanti ad avviare la propria startup nel settore turistico, accompagnati da esperti e professionisti nello sviluppo di un business plan della propria idea imprenditoriale.

I due startupper sono Alessandro Noce e Dario Cianciarulo, creatori rispettivamente di AMA Consulting e Darteq, entrambi usciti dal percorso formativo della Fondazione Garrone: se il primo, però, è rimasto in Italia, il secondo ha scelto la Svezia per avviare la sua impresa (ed è interessante notare alcune differenze nelle loro risposte).

Alessandro Noce (AMA Consulting)


L’aiuto più importante che hai ricevuto? Ovvero: corsi, libri, siti, persone che ti hanno aiutato ad avviare l’idea e l’impresa?

I miei studi sicuramente, Laurea triennale in Scienze del turismo – Laurea magistrale in Progettazione e gestione di sistemi turistici – Corso di perfezionamento in Turismo culturale per lo sviluppo dei territori della Fondazione Garrone. Il corso di perfezionamento con il suo laboratorio di creazione d’impresa, oltre a fornire delle ulteriori conoscenze teoriche, mi ha permesso di valutare la reale fattibilità della idea e mi ha aiutato a svilupparla.

L’ostacolo più grande che hai incontrato (o che stai affrontando)?

La crisi finanziaria che sta mettendo in ginocchio il nostro paese e la classe politica mediocre e presuntuosa.

E le istituzioni? Stato, regione, provincia, ecc: hai sentito la loro presenza (in positivo)? Oppure la burocrazia può tarpare le ali alle idee?

Le istituzioni pubbliche, ad oggi, non sono in grado di supportare delle idee innovative. Sono totalmente distaccati da quella che è la realtà, non hanno capito che il settore turistico è in continuo cambiamento e per poter essere competitivi, bisogna essere sempre aggiornati e operativi. Non ci si può più affidare a degli esperti improvvisati.

Questione soldi: quanto è stato difficile (o lo è) trovare fonti di finanziamento? A chi ti sei rivolto? Le banche sostengono in qualche modo le startup?

Dopo ripetuti incontri con enti pubblici, banche e privati, abbiamo capito che l’unico modo per partire era autofinanziarci. Fortunatamente il nostro progetto ha richiesto un investimento iniziale sostenibile.

Classica domanda: se dovessi dare un consiglio a chi vuole realizzare la sua idea imprenditoriale, quale sarebbe?

Se credi davvero nella tua idea, non fermarti mai, nemmeno quando qualcuno che dovrebbe aiutarti cerca invece di scoraggiarti. Ricorda però che la presunzione non aiuta, bisogna saper ascoltare e reinventare la propria idea imprenditoriale qualora ce ne fosse bisogno. 

Dario Cianciarulo (Darteq)


L’aiuto più importante che hai ricevuto? Ovvero: corsi, libri, siti, persone che ti hanno aiutato ad avviare l’idea e l’impresa?

L´idea di far nascere Darteq è nata durante la partecipazione nel 2009 alla Scuola di Alti Studi in Economia del Turismo Culturale “Cattedra Edoardo Garrone” di Siracusa. Oltre a soluzioni di realtà aumentata, Darteq è in grado di creare app con geoinformazioni. Tali strumenti risultano utilissimi per la valorizzazione di luoghi e oggetti culturali. Crediamo molto anche nel concetto della valorizzazione pertanto abbiamo ottenuto la gestione del MUVIG Museo delle Tradizioni Locali di Viggiano (Potenza).

L’ostacolo più grande che hai incontrato (o che stai affrontando)?

L´ostacolo più grande è stato trovare il coraggio di rischiare. Non solo ho rischiato e scommesso su me stesso, ma l´ho fatto in un altro paese europeo: la Svezia.

E le istituzioni? Stato, regione, provincia, ecc: hai sentito la loro presenza (in positivo)? Oppure la burocrazia può tarpare le ali alle idee?

Vivendo in un paese molto sviluppato e ad alto tasso tecnologico, la burocrazia non rappresenta assolutamente un problema. La creazione di Darteq è avvenuta tramite internet e in brevissimo tempo è stato possibile iniziare. Il limite delle lingua mi limita solamente nel conoscere i numerosi contributi e sussidi che il comune di Stoccolma e la regione stoccolmese mette a disposizione.

Questione soldi: quanto è stato difficile (o lo è) trovare fonti di finanziamento? A chi ti sei rivolto? Le banche sostengono in qualche modo le startup?

Personalmente ho affrontato una scommessa. Avendo lavorato per una azienda per un anno e mezzo, avendo messo da parte qualche soldo, ho deciso di dedicare un anno della mia vita a costruire Darteq senza chiedere aiuti economici. Dal luglio 2012 ad oggi, non ho usufruito di alcun contributo da nessun ente. Riguardo la realtà svedese devo dire che qui le banche supportano abbastanza facilmente le startup.

Classica domanda: se dovessi dare un consiglio a chi vuole realizzare la sua idea imprenditoriale, quale sarebbe?

Ci sono ormai numerose startup in Italia e in Europa. Molte hanno avuto successo e pertanto consiglio di contattarne alcune per chiedere consigli su come fare per avviare la propria idea imprenditoriale. In altri casi invece basta avere solo un po’ di pazzia… ma le soddisfazioni potrebbero arrivare presto. 

Formazione (e un po’ di pazzia)

Dunque: che dire? Intanto che i due documenti di cui abbiamo scritto nei post precedenti centrano il bersaglio: burocrazia e difficoltà a reperire finanziamenti sono gli ostacoli che – almeno in Italia – rallentano l’avventura imprenditoriale.

Formazione (e un po’ di pazzia…) sono invece le spinte e i sostegni da cui cominciare. E se la pazzia “uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare”, la formazione è invece uno strumento su cui l’Italia deve investire per non perdere talenti e risorse.