Startup e turismo: quello 0,4% che non ci piace

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Si dice che valga più un’immagine di mille parole. In questo caso a valere moltissimo è un grafico, quello pubblicato nella “Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della normativa a sostegno dell’ecosistema delle startup innovative” del Ministero dello Sviluppo Economico.

Il dato che ci ha fatto sobbalzare sulle sedie dell’ufficio è quello “0,4%” di imprese innovative nate nel settore turistico dal 2013. È un dato decisamente deludente per chi, come noi, presta ogni giorno attenzione ed energie a fare in modo che anche il turismo possa trarre vantaggio dalle forze fresche che nascono sul territorio.

È un dato che deve far riflettere, interrogarsi sulle ragioni di questa bassa fiducia verso una prospettiva di sviluppo che integra turismo e creatività, due elementi su cui l’Italia deve puntare, in forza della sua storia e delle sue potenzialità.

Certo: la nuove imprenditorialità nel turismo non è fatta solo di bit e applicazioni, ma quello 0,4% denuncia in ogni caso un deficit di attenzione del mondo del turismo alle opportunità offerte dall’innovazione tecnologica e, forse, la mancanza di fiducia dei giovani imprenditori in un settore fermo, autoreferenziale e assai poco sostenuto dalle politiche di sviluppo.

Mattia Corbetta, membro della Segreteria Tecnica del Ministero dello Sviluppo economico, ha sostenuto che il problema “dipende solo ed esclusivamente da un problema di natura comunicativa”. Ovvero: il fenomeno delle startup innovative non ha ancora scavalcato il recinto dell’innovazione tecnologia e, finché non lo farà, non potrà garantire il suo contributo al rilancio dell’economia italiana. Siamo d’accordo, e aggiungiamo: il fenomeno delle startup deve imparare a vedere nel turismo un campo di applicazione per idee e soluzioni innovative.

Forse è il momento, allora, che gli operatori del turismo e i “portatori di nuove idee” comincino a conoscersi meglio, provino a immaginare prospettive di sviluppo in comune. È il momento, semplicemente, che turismo e startup si incontrino.

E chissà che non ne venga fuori qualcosa di buono. Noi ci crediamo e cominciamo a farlo il 18 giugno con StandUp