Un Trip Advisor piemontese?

E così la Regione Piemonte vuole lanciare quello che la stampa ha già ribattezzato un “Trip Advisor in versione subalpina”: una piattaforma di booking online dedicata al turismo regionale.

 

Un progetto a costo zero per la Regione: realizzazione e gestione del portale saranno a carico del vincitore del bando, che potrà contare sulla commissione applicata su ogni prenotazione per rientrare dell’investimento.

Ora: meritoria l’attenzione al web – sembra ci si sia convinti, alla fine, che il presente e il futuro sono lì – ma le perplessità sono molte. Perché va bene la collaborazione fra pubblico e privato, ma una regione dovrebbe concentrarsi sulle scelte di politica turistica per definire strumenti – norme e incentivi per lo sviluppo turistico dei territori e la competitività delle imprese – e sulla governance del settore, non interessarsi di commercializzazione turistica.

Ma soprattutto: come pensa la Regione che il vincitore del bando possa sopravvivere, se la commissione su ogni prenotazione dovrà essere inferiore rispetto ad altri servizi sul mercato e una parte di essa andrà versata nelle casse regionali? Dicono da Piazza Castello: “nessuna regione italiana ha mai pensato a una cosa del genere”.

Ecco: noi pensiamo ci sia un motivo, ben preciso. E insomma: noi sicuramente non parteciperemo al bando.