Alla scoperta dell’associazione che promuove le Langhe attraverso i suoi vini in Italia e nel mondo

Nel 2016 festeggiamo non solo i 20 anni di Ideazione ma anche i 10 anni de La Strada del Barolo e grandi vini di Langa. Queste realtà, a cui si è aggiunto il Consorzio I Vini del Piemonte, lavorano in sinergia fin dalle origini e, a detta di tutte le persone che abbiamo interpellato per raccontarvi questo progetto, hanno incrementato le loro expertise anche grazie al rapporto di stretta collaborazione che le ha caratterizzate.

Ciò dimostra ancora una volta un principio di cui Ideazione si è fatta sempre portatrice, ovvero che la collaborazione fra i soggetti di un territorio sia un elemento cardine per contribuire alla promozione e alla valorizzazione dello stesso: per questo dieci anni fa abbiamo fortemente voluto la nascita de La Strada del Barolo, coinvolgendo diverse realtà pubbliche e private a questo scopo. Abbiamo inoltre gestito nei primi anni la segreteria e la direzione di questa importante associazione, fino al momento in cui, essendo il progetto cresciuto e le attività aumentate, si è optato per dotare l’associazione di personale dipendente che potesse seguire direttamente le iniziative previste.

Ideazione ha continuato – e continua tuttora – a supportare La Strada del Barolo nell’organizzazione di eventi e iniziative sul territorio e all’estero.

La Strada del Barolo, ci racconta Claudia Cerrato, prima dipendente Ideazione e ora in prima linea ne La Strada come braccio destro del direttore, Daniele Manzone, nasce con l’obiettivo di valorizzare, promuovere e animare il territorio dove nascono i pregiati vini di Langa.  

I soci de La Strada sono i principali operatori turistici del territorio: cantine, ristoranti, b&b, hotel, musei, botteghe ed enoteche nei comuni di Alba, Barolo, Castiglione Falletto, Cherasco, Diano d’Alba, Dogliani, Grinzane Cavour, Monchiero, Monforte d’Alba, Novello, Roddi, Roddino, Sinio e Verduno. Ad oggi i soci sono oltre 100 e insieme collaborano per offrire al turista qualità ed emozioni.

Grazie alle sue attività, questa associazione senza scopo di lucro ha contributo a far conoscere il territorio di Langa in Italia e nel mondo, aumentandone l’appeal turistico.

La Strada del Barolo è stata protagonista di un grande processo di evoluzione le cui tappe più salienti ci sono state raccontate con partecipazione da due dei suoi presidenti, Nicola Argamante, ora presidente del Consorzio i Vini del Piemonte, a La Strada del Barolo dal 2008 al 2013, e Lorenzo Olivero, attualmente in carica.

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Nicola, durante la tua presidenza, quali sono state le attività prevalenti de La Strada del Barolo?

La Strada del Barolo è cambiata molto negli anni sia per numero di soci che per la tipologia di attività svolte. Il nostro territorio è caratterizzato, da sempre, da tantissimi eventi: praticamente tutti i week end vi sono proposte diversificate per i turisti. Al momento del mio insediamento, ho pensato di concentrarmi prevalentemente sulla promozione del nostro territorio all’estero e che l’obiettivo de La Strada potesse essere quello di far conoscere il territorio di Langa attraverso i suoi vini.  

Qual è l’iniziativa, fra le tante organizzate, cui sei più legato?

Indubbiamente l’organizzazione dell’evento di promozione dei vini piemontesi a Copenhagen, di cui ancora mi occupo con Il Consorzio I Vini del Piemonte.  Il primo, nel 2008, è stato realizzato grazie alla collaborazione dell’Enoteca del Barolo e, dall’anno successivo, del Consorzio di tutela Barolo e Barbaresco oltre che ovviamente al supporto organizzativo di Ideazione, che caratterizza tuttora gran parte dei nostri eventi. Fin da subito l’interesse dei danesi per i nostri vini e la nostra regione è stato fortissimo. Dopo Copenhagen abbiamo aggiunto nuove mete e abbiamo deciso di creare il Consorzio I Vini del Piemonte, con l’obiettivo specifico di promuovere i vini piemontesi, mentre la Strada del Barolo ha assunto un ruolo di promozione più prettamente turistica. Un’organizzazione e una sinergia che funziona da anni, con ottime ricadute per il territorio in termini di arrivi e notorietà.

Qual è stato il punto di forza di queste iniziative all’estero?

L’idea che abbiamo avuto e che si è rivelata vincente è stata quella di avere come interlocutori i giornalisti enofili della stampa generalista piuttosto che specializzata. É stato il proficuo rapporto con loro, primo fra tutti Soren Frank del Berlingske, in grado di interloquire e raggiungere un vasto pubblico che ha contribuito in maniera importante a incrementare la notorietà dei nostri vini e dei luoghi che li producono.


Lorenzo partiamo subito con Io Barolo, il fiore all’occhiello della tua presidenza.

Già prima di diventare presidente de La Strada del Barolo pensavo a come rivitalizzare il format di Io Barolo. Come ha detto Nicola, gli eventi in Langa sul vino sono già molto numerosi e, per riuscire ad affermarci, abbiamo dovuto trovare qualcosa di nuovo e di diverso dalla classica degustazione con i produttori. Abbiamo così proposto un evento serale, a Roddi, il mio paese, in un’unica data, rivolto principalmente ai giovani e ai wine lover italiani.  É andata molto bene: il numero di partecipanti, che arrivano da tutta Italia, è sempre in crescita.  L’evento è l’occasione per molti giovani italiani di conoscere delle terre e dei vini che, pur essendo vicini, di fatto non conoscono bene.

Puoi darci qualche anticipazione per il prossimo anno?

Proprio l’alta concentrazione di eventi ci obbliga a non fermarci al successo ottenuto ma al contrario trovare nuovi ingredienti, nuovi elementi per rinnovare il format e non fare doppioni. Per il prossimo anno penso ad un maggior coinvolgimento dei turisti stranieri, un target colto, preparato e attento. La sfida sarà riuscire a portarli a Io Barolo.

Quanto è importante fare squadra con  tutti gli attori di un territorio per riuscire a promuoverlo?

É indubbiamente fondamentale sia per promuovere il territorio che le iniziative che in esso si organizzano. Penso ad Io Barolo, dove la collaborazione con i ristoranti nostri soci ha permesso di creare i punti food che hanno reso l’iniziativa ancora più completa e godibile. Ma anche alla Caccia al Tesoro, un gioco non competitivo, con il classico formato di percorso ad indizi, il cui itinerario si snoda lungo la Langa del Barolo. L’evento, cui partecipo personalmente, si sviluppa e si realizza con la squadra di TIL, con cui collaboriamo proficuamente anche per l’organizzazione di Io Barolo.