Oscar Green è il concorso promosso da Coldiretti Giovani Impresa che premia le aziende agricole più innovative, quelle che “mantengono le proprie radici, con lo sguardo rivolto al futuro”. Giunto alla settima edizione, Oscar Green ha accolto quest’anno oltre mille candidature.

Vittorio Sangiorgio, presidente di Coldiretti Giovani, lo definisce “un premio alle vere startup all’italiana”. Un concetto che qui ci sta a cuore e una definizione che ci piace molto: startup per così dire “anomale”, ma che operano in settori e segmenti che affermano il principio del made in Italy in modo originale e autentico: “sono tutti figli della tradizione, imprese che hanno preso un pezzo del paese che funziona e l’hanno proiettato nel futuro”.

Idee innovative, stili d’impresa originali e valorizzazione di produzioni “dimenticate”: i criteri che hanno portato all’assegnazione degli Oscar Green 2013 sono i più svariati, ma guidati dall’idea che il ritorno all’agricoltura è un passaggio obbligato per far ripartire l’Italia.

A vincere l’Oscar Green 2013 sono stati Marcello Rossetti (Puglia) che trasforma le foglie di fico d’india da smaltire in oggetti di design, Moira Donati (Trentino), scappata dalla città per avviare un’azienda agricola multifunzione, Luna di Coros (Sardegna) che dall’agricoltura biologica ricava creme e oli per il benessere del corpo, San Biagio (Piemonte) con un originale allevamento di trote, le conserve “gluten-free” dell’azienda SiGi (Marche), la Centrale del Latte di Brescia, l’Istituto Pira di Rosarno (Calabria) con terreni confiscati alla mafia per giovani imprese agricole e il progetto di orti urbani della città di Udine.