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Un Disegno di Legge promosso da Co.Mo.Do. per la tutela e la valorizzazione del patrimonio stradale e ferroviario in abbandono


Parole d’ordine come come “slow” e “recupero” servono sempre più spesso a immaginare nuovi modi di usufruire dei territori: il turismo le ha fatte proprie, mettendole al centro di iniziative che, oltre a fornire nuovi “prodotti” turistici, contribuiscono a mantenere in vita territori e a salvaguardare paesaggi.

È il caso ad esempio dei diversi progetti di recupero e riqualificazione delle ferrovie “abbandonate”: qui vicino abbiamo l’annoso caso della Cuneo-Nizza, “ramo secco” che potrebbe diventare un piccolo gioiello turistico.

Più in generale è di questi giorni la notizia della presentazione di un Disegno di Legge promosso da Co.Mo.Do. – confederazione di Associazioni che si occupano di mobilità alternativa, tempo libero e attività outdoor – finalizzato alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio stradale e ferroviario in abbandono per la realizzazione di una rete di mobilità dolce, da intendersi anche come “ valido intervento di prevenzione del dissesto idrogeologico attraverso un’azione di manutenzione del territorio”.

La proposta di legge riprende un atto del Senato della scorsa legislatura e raccoglie i contributi provenienti da centinaia di associazioni regionali e comitati locali che aderiscono alla Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate.

Un progetto di questo tipo è già stato realizzato in Europa, con le spagnole Greenways. Ma anche in Italia, con la “transiberiana d’Italia”, la ferrovia Sulmona-Carpinone a ridosso del Parco nazionale d’Abruzzo, in parte chiusa, per la quale un’associazione di promozione del turismo su treno sta facendo iniziative di grande successo, o con la Asciano-Monte Antico nelle Terre di Siena, con la Avellino-Rocchetta Sant’Antonio o ancora in Lombardia sul lago d’Iseo con il treno blu e in Sardegna con il trenino verde.